Torres, futuro nero I tifosi si mobilitano
E l’ex presidente Marras propone la fusione col Latte Dolce
SASSARI. Fiducia zero da parte del popolo rossoblù nei confronti degli annunciati nuovi proprietari della Torres mentre un ex presidente – Leonardo Marras – lancia un’idea-provocazione: la fusione con il Latte Dolce, altra società cittadina. Come la Torres gioca in serie D, ma ne è un contraltare felice e limpido modello di gestione.
La Torres per la prossima serie D è tutta da inventare (anunciati solo il tecnico Bacci e quattro giocatori) e il trio Piraino-Minunzio-Adzovic, che l’ha rilevata dall’ex numero uno Domenico Capitani per tre simbolici euro, non proferisce verbo. Lo faranno dopo il 30 giugno, quando entrerà in vigore l’accordo. Ma soprattutto la Torres per la prossima serie D e per il suo intero futuro è tutta da scoprire nei bilanci e nelle prospettive economiche.
Scottati da troppe ripetute estati di passione tra fallimenti, retrocessioni sul campo e umilianti commistioni con il calcio scommesse, i tifosi e nella fattispecie le associazioni Fondazione Torres e Memoria storica torresina si sono mobilitate. Prevenire è meglio che curare, ma il malato è grave come non mai e risalire da una fossa profonda 700-900.000 euro sembra un’impresa impossibile.
Per questo, chiudendo l’affollata assemblea pubblica convocata martedì scorso, la Fondazione Torres ha tracciato tre ipotesi. La prima prevede che la nuova proprietà – una volta resasi conto del deficit – possa portare i libri in tribunale dichiarando il fallimento. La seconda prevede che Piraino, Minunzio e Adzovic si tengano la società riuscendo a rientrare in qualche modo dal debito, potendo contare su un cospicuo capitale non solo per tappare il bucone ma anche per allestire una squadra e far vivere la società. La terza e ultima prospettiva è il rientro di Domenico Capitani.
La somma di queste tre ipotesi continua però a dare come prodotto la conferma dell’assoluta mancanza di certezze e l’assoluta e totale assenza di un imprenditore sassarese o (sarebbe già tanto) sardo, calcisticamente puro di cuore e dalle spalle economiche solide. Nessuno, anche se un siffatto super erore del pallone esistesse, si accollerebbe però un simile onere, per cui la prospettiva è quella dell’ennesimo fallimento, in modo da poter tentare di rinascere per l’ennesima volta, magari stavolta su basi più trasparenti.
Ed è qui che si inserisce la proposta-provocazione di Leonardo Marras, storico presidente della Torres femminile e per due volte numero uno della maschile. «Una città come Sassari, con una crisi come quella che vive Sassari, non può reggere il peso di due squadre semiprofessionistiche e con ambizioni di professionismo. Non c’è il tessuto, non ci sono le forze imprenditoriali, non c’è substrato – è l’incipit di Marras –. Una soluzione potrebbe essere quella della fusione tra Torres e Latte Dolce. La città sportiva fornirebbe una grande dimostrazione di maturità, e verrebbe abbattuta una barriera».
Fermo restando che possa esistere la volontà di compiere un passo del genere, bisogna però pensare in primo luogo agli attori e mentre il Latte Dolce una dirigenza e un responsabile (oltre che una responsabilità) ce l’ha, la Torres sembra destinata all’ennesimo abbandono, prima che qualche mano caritatevole –e non interessata, come accaduto di recente –, la raccolga. E’ inevitabile dunque che a quel punto i responsabili della Torres possano essere il sindaco – a nome della città – e i tifosi.
«Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa – conclude Leonardo Marras –, ma sarebbe un’operazione concreta nel nome di Sassari. L’importante non è spaccare la tifoseria, perché siamo tutti sassaresi, ma mettere all’angolo chi si è approfittato della Torres e ha contribuito anche alla sparizione della femminile. Sassari deve ragire, la Torres non può sparire. Mi viene in mente un detto: da soli si va veloci, ma insieme si va lontano. Questo dovrebbero pensare Latte Dolce e Torres». E secondo radio Sassari, sottotraccia c’è già chi ci sta lavorando.
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