Wimbledon, Djokovic vuole fare la storia
Parte oggi il torneo di tennis più prestigioso al mondo: esordio affidato al campione serbo. Avvio difficile per Camila Giorgi
SASSARI. Signori si parte. Oggi scatta l’edizione 2016 di Wimbledon, il torneo di tennis più ricco del mondo con un montepremi da fare paura anche se dopo il voto di giovedì scorso e dopo il tonfo della sterlina è sceso da 41 milioni di dollari a 38 milioni. I campi in erba dello storico “All England Lawn Tennis and Croquet Club” si preparano a ospitare il tennis stellare.
A Wimbledon tutti rigorosamente in fila per acquistare il ticket che vale oro e assistere a uno spettacolo indescrivibile suddiviso in 19 campi colorati di verde, dove la pallina rimbalza in un silenzio quasi surreale tra giocatori vestiti di bianco, arbitri, giudici di linea e raccattapalle tutti dipinti di viola e verde come i colori ufficiali dei “The Championships”. Da oggi incomincia la sfida tra i big mondiali, uno spettacolo che nessuno vuole perdere. Il re è sempre lui, Novak Djokovic, il serbo dagli occhi di cristallo lanciato verso il tris dopo aver vinto i primi due Major del 2016 (Australian Open e Rolland Garros) e raggiungere il traguardo firmato 24 anni fa da un certo Jim Courier. Ma questa volta l’urna non è stata troppo benevola con il numero uno al mondo lanciato verso il terzo step di un fantastico grande slam. Dalla parte di Djokovic, infatti, sono stati sorteggiati non solo Roger Federer, sette volte vincitore ai “The Championships”, ma anche Milos Raonic, un giocatore dal servizio devastante soprattutto sull’erba e galvanizzato dalla recente partnership con John McEnroe (e da una finale gettata al vento al Queens contro Murray). Brutte notizie anche per lo stesso idolo di casa Andy Murray, vincitore tre anni fa di uno storico trofeo per la Gran Bretagna, che negli ottavi potrebbe incontrare l’australiano Nick Kyrgios in una parte bassa del tabellone che comprende anche lo svizzero Stan Wawrinka e il francese Richard Gasquet, quest’ultimo lucidato a nuovo dopo gli exploit a Parigi. Ma attenzione anche a King Roger. Dall’alto dei suoi sette titoli in bacheca non si può non considerare il fuoriclasse di Basilea tra i favoriti anche se quest’anno non ha vinto ancora un torneo e nei due appuntamenti prima di Wimbledon si è inchinato ai due emergenti Thiem (a Stoccarda con due match-point sprecati) e Zverev (ad Halle) che lo hanno battuto in semifinale.
Per Federer comunque un esordio soft contro l’argentino Pella e vita quasi tranquilla sino agli ottavi dove dovrebbe trovare un francese a scelta tra Monfils e Simon, o magari un redivivo Dimitrov semifinalista al’ “All England Club” nel 2014. Più complicata, invece, la strada nei quarti con il giapponese Kei Nishikori pronto a fargli lo sgambetto. Questi gli ottavi ipotetici: Djokovic-Ferrer; Goffin-Raonic; Federer-Simon; Colic-Nishikori; Thiem-Berdych; Battista Agut-Wawrinka; Gasquet-Tsonga; Kyrgios-Murray. Nel femminile, invece, nuovo assalto di Serena Williams ai 22 trofei vinti da Steffi Graf, soprattutto dopo la cocente delusione contro Roberta Vinci agli ultimi Us Open e agli altri amari capitomboli rimediati a Melbourne (Kerber) e Parigi (Muguruza). L’occasione è comunque invitante visti i suoi successi già ottenuti sull’erba londinese, anche perché non ci sarà l’infortunata Vika Azarenka, anche se dietro l’angolo ci sarà ancora la spagnola Garbine Muguruza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
