Cavaliere e Squalo, una coppia vincente
Nibali: «Pronto a sostenere Fabio, e se va forte in salita...» Il sardo: «Ascolterò i consigli di Vincenzo, mi aiuteranno»
PARIGI. Parte il Tour de France, e subito entrano in azione le nuove tecnologie per stanare i furbetti della corsa facile che pensano di gareggiare con l'aiutino chimico o con quello meccanico. Il capo della federciclismo mondiale Brian Cookson alla vigilia della partenza ha infatti annunciato una guerra senza quartiere alle scorrettezze e «controlli a sorpresa» anche notturni sui corridori, una marea di «test sulle bici, oltre tremila durante la corsa», e l'uso di nuove tecnologie di laboratorio «capaci di scovare sia le microdosi di sostanze proibite», sia gli invisibili motorini che spingono in salita. In mano agli ispettori anche tablet a risonanza magnetica e telecamere termiche. Insomma, tutti sono avvertiti. Sarà difficile farla franca.
Alla vigilia ha parlato anche la coppia dell’Astana, al via con programmi da verificare e ruoli capovolti: Vincenzo Nibali, due anni fa trionfatore a Parigi e adottato dal pubblico francese, e Fabio Aru, giovane compagno-rivale, quest'anno chiamato a diventare capitano e puntare la vittoria.
«Il mio primo obiettivo è fare esperienza - frena il vincitore dell’ultima Vuelta - Tutti i miei compagni mi hanno detto che il Tour è una corsa complicata ma so che posso contare su compagni come Luis Leon Sanchez, Jakob Fuglsang e Vincenzo. Li ascolterò durante la gara e sono sicuro che mi aiuteranno molto. So che dovrò stare attento ai primi giorni, perchè è una corsa pazza, la prima settimana sarà d’apprendimento e poi vediamo».
Al Delfinato, nonostante una vittoria di tappa, non è andata benissimo. «Ma c’era un mese prima del Tour, sono convinto di essere preparato e il mio obiettivo è fare il meglio possibile». Al suo fianco Nibali, che per la prima volta dal 2008 corre nello stesso anno Giro e Tour. «So che potrei pagare gli sforzi fatti per il Giro. Prenderò il Tour giorno per giorno, so che non è facile fare doppietta per cui una vittoria di tappa sarebbe già un bel traguardo. Sono comunque pronto ad aiutare Fabio e se lui va bene in salita, possiamo ottenere qualcosa di speciale».
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