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«Pronto a far correre i biancoblù a mille all’ora»

di Giovanni Dessole
«Pronto a far correre i biancoblù a mille all’ora»

Il preparatore atletico Matteo Boccolini racconta l’estate dei giocatori in vista della preparazione

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SASSARI. Il corpo umano è macchina perfettibile, la cui messa a punto, nello sport, è affidata al preparatore atletico. Dal 2010 Matteo Boccolini è il preparatore atletico della Dinamo, e così sarà sino al 2020. Innamorato dell’Isola e del suo lavoro, attualmente “Bocco” è impegnato a lavorare con i ragazzi del Dinamo camp e intanto già ragiona in prospettiva pre season e campionato.

«I momenti di pausa coincidono spesso con l’estate, ma dipende dagli impegni in calendario e dal tipo di attività sportiva. Per quanto mi riguarda le pause sono il momento ideale per cercare nuovi strumenti da palestra e approfondire approcci innovativi». È vero che nello sport chi si ferma è perduto? «Direi di no. Bisogna avere la giusta misura – afferma sorridendo Boccolini –. Posto che a cavallo fra fine luglio e i primi di agosto il ritmo rallenta, io consiglio sempre di staccare la spina. Giochi un campionato, ti alleni a giugno e a luglio, prima della pre season serve decomprimere. Basta una settimana, senza esagerare, anche a fine stagione regolare. Serve il recupero fisico, ma anche quello mentale».

In cosa consiste esattamente il lavoro estivo? «Le fasi sono tre: recupero e prevenzione, carenze individuali e costruzione. In estate si fanno tante cose che non si possono fare il resto dell’anno – dice il preparatore biancoblù –. Dopo 10 mesi di attività la priorità è la rigenerazione fisica, muscolare e articolare. Al termine della prima fase si lavora sulle carenze di forza, resistenza e rapidità con l’obiettivo di colmare i deficit – commenta –. Infine ci concentriamo sulla massa muscolare, per creare una struttura che aiuti il corpo del giocatore a sopportare il peso della preparazione e della stagione». Carichi di lavoro da suddividere: «Durante l’anno non posso permettermi di sovraccaricare troppo l’atleta. In estate carico gambe e arti superiori, se lo facessi in inverno si potrebbero creare degli scompensi: i dolori muscolari e la stanchezza minerebbero la prestazione».

Come si lavora con i nuovi giocatori? «La prima cosa da fare è attivare il contatto diretto. Attraverso mail e telefonate cerchiamo di capire il percorso, il programma di lavoro e informarci su eventuali infortuni. Parliamo con i preparatori precedenti, visioniamo filmati – dice –. Inutile forzare un giocatore a svolgere un lavoro cui non è abituato, dobbiamo mettere l’atleta nelle condizioni migliori in avvicinamento alla pre season». Curiosità: la Dinamo lavorerà ancora in acqua e sulla sabbia? «Sì, i protocolli non cambiano, si evolvono le metodologie. Sono contento di come gli americani hanno accettato le nostre proposte – chiude Boccolini –. Erano molto diffidenti, ma ora certe cose si fanno anche in Nba e loro sono più motivati. Penso a Edgar Sosa: gli sembrava quasi incredibile lavorare al mare, poi non voleva più smettere».

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