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Da Toivonen a Loeb, d’ora in poi sarà solo storia

Da Toivonen a Loeb, d’ora in poi sarà solo storia

Dal Costa Smeralda all’ultima prova iridata sono trascorsi 38 anni. Una vera industria che sparirà

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SASSARI. La Sardegna scoprì il fascino dei grandi rally nel 1978 quando si corse il primo Rally Costa Smeralda, alla quale hanno partecipato sino al 1994 tutti i migliori piloti dell'epoca, vale a dire Toivonen, Alen, Kankkunen, Auriol, Blomqvist, Biasion e la Mouton.

Da allora i grandi campioni sono tornati a correre in Sardegna solo con l'avvento del mondiale, il Rally Italia Sardegna iniziato nel 2004 la cui tredicesima edizione si è disputata un mese fa, sempre su sterrato. Il rally in Sardegna oltre che uno sport è un fatto sociale, radicato nel territorio e nella cultura. Per tutti gli appassionati sardi Henri Toivonen resta ancora un'icona, il Gigi Riva dei rally. E come lui sono diventate delle icone tutti quei grandi piloti che negli anni Duemila sono tornati a correre sui nostri sterrati con l'arrivo del mondiale, facendo rifiorire la passione per i rally e i suoi campioni: Sainz, Solberg, Loeb, Gronholm, Hirvonen, Latvala e Ogier.

Una nuova gara, il Rally Italia Sardegna organizzato dall'Aci, diventata un appuntamento fisso nel calendario del campionato del mondo, grazie alla selettività, alla spettacolarità e alla bellezza degli sterrati Quattro mori.

All'inizio era stato Porto Cervo con Olbia ad ospitare la gara iridata, che dopo essersi spostata nel Monte Acuto, regione dove vengono disputate le prove speciali più spettacolari come quella di Monte Lerno, si è allargata dalla Gallura in tutta l'isola coinvolgendo nel corso degli anni l'Oristanese, il Nuorese, Cagliari e nelle ultime tre edizioni Alghero e il suo hinterland, con lo spostamento della base della gara nella città catalana.

In questi anni la Sardegna è stata teatro di memorabili imprese sportive, l'ultima è stata la vittoria di Neuville, e ha anche ospitato nel 2014 la prova speciale su sterrato più lunga d'Europa in oltre 40 anni di storia del mondiale rally, quella di Monte Lerno che era stata allungata sino a 60 km. La Sardegna è diventata poi una delle basi preferite per effettuare test sulla terra (ma anche sull'asfalto) di diverse squadre ufficiali, Peugeot, Mitsubishi, Subaru e Mini in passato, e ora Citroen, Ford, Toyota e Volkswagen. Perdere il mondiale significherebbe anche perdere tutto l’indotto.

M.G.

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