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Ma Schwazer e la Sharapova non ci saranno

ROMA. Rio addio per Maria Sharapova, per Alex Schwazer la porta per i Giochi è al momento chiusa e la sua sua è una rincorsa disperata. È stato infatti depositato al Tribunale antidoping e...

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ROMA. Rio addio per Maria Sharapova, per Alex Schwazer la porta per i Giochi è al momento chiusa e la sua sua è una rincorsa disperata. È stato infatti depositato al Tribunale antidoping e notificato ieri alla Fidal il ricorso che i legali del marciatore azzurro hanno presentato contro la sospensione decisa dalla Iaaf dopo la nuova positività. A renderlo noto il legale del marciatore altoatesino Gerhard Brandstätter. «Abbiamo notificato il ricorso alla Fidal tramite Pec - spiega Brandstätter - sottolineando l'assoluta urgenza della risposta». Ma i tempi sono ormai strettissimi: lunedì 18 luglio scadono definitivamente le iscrizioni ai Giochi. «Noi - prosegue Brandstätter - stiamo andando avanti per la nostra strada. L'ultimo parere raccolto, in ordine di tempo, è quello di un luminare olandese che ha rimarcato quello che hanno già detto in tanti: quello di Alex è un profilo antidoping».

Alle prese con il 'niet' della Iaaf, con il caos degli atleti «puliti» o alle Olimpiadi solo a titolo individuale (come la saltatrice in lungo Daria Klishina, apostrofata come «traditrice» sui social«), la Russia perde invece la sua stella del tennis. Il Tas ha deciso di rinviare l'arbitrato della Sharapova per doping. In accordo con la federtennis internazionale il tribunale per l'arbitrato dello sport ha differito dal 18 luglio al 19 settembre il termine per esprimersi sul ricorso della Sharapova contro la squalifica di due anni per la vicenda meldonio. Il Tas ha precisato che entrambe le parti hanno chiesto più tempo a disposizione per studiare il caso. Inutile dire, come affermato dal presidente della federtennis russa Tarpishchev, che senza la Sharapova, portabandiera a Londra 2012, è una »grande perdita« per la spedizione russa in Brasile.

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