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Tommaso Giulini: «La A è una scommessa che vinceremo»

di Roberto Muretto
Tommaso Giulini: «La A è una scommessa che vinceremo»

Il presidente del Cagliari ha raggiunto la squadra in ritiro. I sogni, il mercato e una certezza: tutti daranno il massimo

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PEJO. Sorridente, pronto a rispondere senza esitazioni a qualsiasi domanda. Tommaso Giulini è in gran forma e nel ritiro di Pejo si è presentato col piglio del comandante davanti ai giornalisti. Il presidente del Cagliari ha parlato di tutto, soffermandosi in particolare sulla questione stadio (nel riquadro a fianco) e sull’obiettivo stagionale che ha definito imprescindibile: la salvezza.

Il ritiro. È’ la prima volta per il club rossoblù in Val di Sole. «Siamo stati accolti in modo caloroso. Qui è tutto perfetto, dal campo di allenamento alle strutture. Per questo ringrazio il sindaco di Pejo. I ragazzi stanno bene ed è importante perchè in ritiro si gettano le basi per la nuova stagione ».

La salvezza. Giulini è quasi tassativo quando parla del traguardo che la squadra deve tagliare. «I ragazzi sanno che restare in serie A è fondamentale. La scorsa stagione è stata una faticaccia conquistarla e il lavoro fatto va valorizzato. Potrei raccontare tante storie del gruppo: dalla prima volta in A da allenatore di Rastelli, al desiderio di Capozucca di restare con noi fino all’inaugurazione del nuovo stadio, a Melchiorri che a quasi trent’anni giocherò in A e siamo convinti farà benissimo. In questa squadra ci sono calciatori che hanno vinto una scommessa e vogliono affrontare questa nuova avventura dando il massimo, consapevoli che per loro è una grande occasione».

L’allenatore. Tommaso Giulini lo ha scelto, lo ha difeso ed ha avuto dal tecnico le risposte che cercava. «Con il mister abbiamo vinto il campionato di serie B e nella storia del Cagliari non era mai successo. Dal primo giorno che l’ho incontrato gli ho augurato di diventare un tecnico a metà tra Mourinho e Conte. Massimo è fondamentale per noi».

Il capitano. Giulini ha voluto spendere parole importanti per Daniele Dessena. «Ha detto che a livello mentale si sente quello più forte. Una frase che mi è piaciuta tantissimo. Lui è il nostro capitano in serie A e sente tantissimo la responsabilità. Tutti i nostri centrocampisti godono della massima fiducia, da Deiola a Barella che vogliamo far giocare e valorizzare. Contiamo anche su Munari, colonna portante del gruppo a livello tecnico ma anche nello spogliatoio. Non so perchè Lotito ha detto che è già un giocatore della Salernitana. Lui ha offerte in B ed è chiaro che se gli proporranno un contratto più lungo del nostro e un progetto, potrebbe partire. La stessa cosa succederà con Balzano che non è un titolare ma ha dimostrato di essere un jolly prezioso».

Il mercato. ll presidente non si sbilancia quando gli vengono fatti i nomi di Cigarini e Viviani e forse tira un sospiro di sollievo perchè nessuno parla di Tachtsidis, forse il vero obiettivo del Cagliari. «Lavoriamo per acquistare un attaccante con le caratteristiche di Cerri. Questa è un’indicazione che arriva dal mister. Cop è un giocatore interessante, lo ha dimostrato con noi e in Spagna, magari non ha avuto grande attaccamento alla maglia. Però ha tanto mercato. Credo che alla fine andrà via. A centrocampo prenderemo un giocatore duttile, che possa ricoprire più ruoli. Abbiamo delle idee».

Il settore giovanile. È un argomento al quale Giulini tiene molto perchè gli investimenti fatti sono stati ingenti. «Vogliamo fare bene. Ci sono dei prospetti interessanti che cercheremo di valorizzare. Si li riterremo pronti, li manderemo a giocare in Lega Pro. Tenerli nelle categorie giovanili sarebbe un errore. La Primavera sarà composta dallo zoccolo duro degli Under 17 di mister Cossu. I tecnici sono felici per gli innesti di Crosta e Oliveira. Noi non dobbiamo vincere il campionati, l’obiettivo resta quello di far crescere i ragazzi in prospettiva prima squadra. Per il Cagliari ma anche per l’Olbia del futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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