Basket, Stefano Sardara chiude il mercato della Dinamo Sassari
Su Facebook il presidente plaude alla campagna acquisti biancoblù. Sfuma David Logan, manca un lungo italiano
SASSARI. Il mercato della Dinamo può dirsi chiuso, come certificato anche dal post del presidente Sardara su facebook: «Con Olaseni la squadra è quasi chiusa, manca solo un giovane lungo italiano che individueremo soprattutto in prospettiva. Sono molto contento del lavoro di costruzione perché è stato fedele ai nostri programmi: giocatori con la cultura del lavoro che hanno voglia di crescere, consapevoli del valore della maglia e del club con cui giocheranno». Sfuma così la suggestione Logan e rientra il “caso” Johnson-Odom, difeso a spada tratta proprio dal presidente in un successivo post. Manca solo una tessera al puzzle di coach Federico Pasquini, che dopo l’annuncio del centro Olaseni, ha già sullo scacchiere biancoblù 11 pedine su 12. Sassari, come spesso accaduto nelle ultime annate, è una delle prime squadre a risolvere il rebus organico.
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Serie A di basket a 16 squadre, Dinamo Banco di Sardegna compresa, con la neopromossa Brescia a prendere il posto della retrocessa Virtus Bologna e l’EA7 Milano a difendere il titolo di campione d'Italia. Questo il quadro definito in fase di Assemblea di Lega mentre il massimo campionato italiano di pallacanestro è attraversato dal consueto vento estivo di rinnovamento. È il mercato a tenere banco, mercato che alla fine della fiera, a cavallo fra regular season e playoff, regala gioie e delusione, fra insperati crack e inaspettati flop. Fra trattative in corso e firme da annunciare sono tanti ancora i colpi da piazzare, alcuni sussurrati e in cerca d’autore, altri nascosti e potenzialmente eclatanti.
Fresco di rumors l’accostamento della canotta Olimpia Milano al centro della nazionale serba Raduljica, una vera bomba destinata a deflagrare prepotentemente sui parquet d’Italia qualora l’accordo si concretizzasse. Un’arma non convenzionale all'arco del riconfermato Jasmine Repesa, che rinforzata la pattuglia italiana (Pascolo, Abass, Fontecchio), confermati fra gli altri l’ex Banco Sanders e McLean, sarebbe a caccia di unrealizzatore per dare un’impronta bidimensionale (Lega A e Eurolega) al roster biancorosso.
La Grissin Bon vice campione d'Italia, orfana della pattuglia est europea, ha scommesso su Strautins, riportato a casa Cervi ma è a caccia dei nomi (stranieri in primis) che possano confermarla ai vertici della Lega. La Venezia di coach De Raffaele, riportato in Italia l'ex biancoblù Haynes, poggia su un collaudato impianto, sulla verve del giovane azzurro Tonut e sull’apporto di Bramos e McGee. L'Orlandina, riabbracciato Man-Drake Diener, ha ancora un paio di tasselli da piazzare, mentre Cremona dopo aver firmato Thomas - altro ex Sassari - sogna McKee per la regia.
Per le altre, il cartello “lavori in corso” è illuminato dal giallo lampeggiante. L'Avellino di Sacripanti, acquisiti i centimetri degli italiani Cusin e Zerini, confermato Ragland, resta vigile sul mercato. Brindisi, con Meo Sacchetti nuovo coach al timone, ha preso Moore come play ma ha ancora tre slot liberi in quintetto. Pistoia riparte da un altro Moore in cabina di regia e da Antonutti, Torino potrà contare su Washington, con in aggiunta l’apporto di Poeta, Mazzola e Alibegovic (entrato, pare, anche in orbita Dinamo).
Trento deve riempire ancora cinque caselle straniere, tre per lo starting five, situazione simile a Varese che rinnova con Cavaliero. Alla corte di Bucchi, nuovo coach di Pesaro, è arrivato il lituano Jasaitis e sembrano imminenti le firme di tre nuovi innesti stranieri. Caserta fa i conti con una situazione societaria in via di definizione e per questo è ancora al palo sul mercato. Cantù è l’unica squadra ancora senza un coach ma con due lunghi in organico: Gani Lawal e JJ Johnson. Brescia, appena approdata in serie A, ha scelto di confermare Bushati, Cittadini - ex Dinamo - e Moss, ma ha ancora tanto da lavorare.
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