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Luca e Bruno Alves: il Cagliari ha trovato il buono e il «cattivo»

di Roberto Muretto
Luca e Bruno Alves: il Cagliari ha trovato il buono e il «cattivo»

Ceppitelli non vede l’ora di conoscere il centrale portoghese «Imparerò tanto da lui e qui troverà un gruppo di amici»

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La scorsa stagione per Luca Ceppitelli è stata un mezzo calvario. Un infortunio gli ha fatto perdere quasi tutta la preparazione. Nel finale, poi, è stato costretto a giocare imbottito di antibiotici e antidolorifici. Ma pur di essere in campo e aiutare la squadra ha stretto i denti ed è andato avanti. «Non mi sembra vero di stare bene e potermi allenare regolarmente - spiega -, non poterlo fare come vorresti è una sofferenza che spero di non provare più».

Il difensore aspetta Bruno Alves. Col portoghese comporrà la coppia di centrali. Il "buono" e il "cattivo". «Ho visto qualche partita in televisione, lui è un gran giocatore, affermato, determinato. Impareremo a conoscerci, anche se ci tengo a dire che io non sono poi così buono, se è necessario dare una randellata all'avversario non mi tiro indietro. Di sicuro Alves darà solidità al reparto. Mi ha colpito la sua sicurezza, la prestanza fisica, forse un po' di paura agli attaccanti avversari la mette».

Ceppitelli non ha ancora digerito la retrocessione di due stagioni fa. E' come se avesse un peso nello stomaco dal quale non riesce a liberarsi. «La voglia di riscatto è rimasta intatta. Non è bastato tornare in serie A per farmela passare. Sono convinto che avevamo le potenzialità per salvarci ma molte cose non sono andate per il verso giusto. Quest'anno il nostro obiettivo è mantenere la categoria senza soffrire, stiamo lavorando per questo». In un clima sereno, con un gruppo che rema nella stessa direzione. «Non sono formule magiche - spiega - ma cose naturali. L’alchimia tra di noi è nata in modo spontaneo. È stata questa la nostra forza l’anno scorso, deve esserlo anche adesso».

Per il difensore inizia la terza stagione con la maglia del Cagliari. «Ho fatto tre anni anche a Bari e sono rimasto molto legato a quell'ambiente. In Sardegna sta succedendo la stessa cosa. Ho un rapporto bello con la città e con i tifosi ai quali sono affezionato. In B ci hanno trascinato, sono stati importantissimi nei momenti difficili, lo faranno anche quest'anno. Sappiamo che forse ci saranno meno gioie e maggiori difficoltà, ma le vittorie che otterremo sul campo ci daranno più soddisfazione perché la serie A è un campionato molto complicato».

La parola leader non piace a Luca Ceppitelli. «Nella nostra squadra ce ne sono tanti - sottolinea - ed il belllo è proprio quello di aiutarsi a vicenda. Mi ha fatto piacere sabato indossare la fascia di capitano ma è successo solo perché alcuni nostri senatori non erano in campo. Però ammetto che è stata una grande emozione». Luca è un difensore moderno. Non è di quelli a cui la palla tra i piedi "brucia". «Mi piace giocarla quando c'è la possibilità - conferma -. Nel calcio di oggi l'azione si costruisce partendo dal limite dell'area e avere questa predisposizione anche se non sei deputato a costruire il gioco è fondamentale».

Luca si porta dietro la fama di difensore-bomber. Quando giocava col Bari è spesso andato a bersaglio. «Speriamo di poter dare il mio piccolo contributo, anche è importante che a bersaglio ci vadano i nostri attaccanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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