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paolo poddighe, presidente del comitato paralimpico

Sport e disabili, connubio possibile

Da 18 mesi alla guida dell’ente ha condotto un’autentica rivoluzione

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SASSARI. È stato un primo anno vissuto intensamente, quello di Paolo Poddighe come presidente del Comitato Italiano Paralimpico della Sardegna. Alla sua elezione infatti Poddighe si è trovato di fronte un ente commissariato da tempo e immobile. Quindi si è dovuto tirare su le maniche e, insieme ai componenti della nuova giunta, far ripartire la macchina. “Abbiamo ripreso il rapporto con enti e federazioni - spiega Poddighe - risanato il bilancio, riavviato il sito internet, varato i profili sui social network e creato una struttura di comunicazione. Con la legge di riordino degli enti il Cip è diventato ente pubblico al pari del Coni, e grazie alle nostre istanze la Sardegna è stata la prima Regione d’Italia ha dare il suo riconoscimento. Grazie all’assessore Firino abbiamo ottenuto un finanziamento di centomila euro all’anno per tre anni, con il quale riavviare tutta l’attività”.

Quanti progetti avete varato in particolare? “Tanti. Con l’Inail abbiamo fatto 8 corsi di avviamento allo sport per i suoi assistiti, iniziato una collaborazione con l’Unità Spinale di Cagliari, e avviato i protocolli d’intesa con i Licei sportivi sardi e la scuola media sportiva di Quartu. Grazie alla sinergia con il Miur il nostro corso a Norbello su sport disabili e scuola ha coinvolto quasi un centinaio di insegnanti, ed oltre 160 disabili hanno partecipato ai Giochi Studenteschi nella corsa campestre e su pista. In più abbiamo avviato un’indagine sugli impianti sportivi sardi per verificare quali sono accessibili ai disabili e quali possono essere adeguati, in modo da fornire alla Regione un data base il più accurato possibile per la sua programmazione”. Quali sono le prossime iniziative? “Stiamo sostenendo la candidatura di Cagliari a città europea dello sport 2017. Sempre Cagliari ospiterà il 14 ottobre la giornata paralimpica nazionale, per la prima volta in Sardegna, assieme a Torino e Genova, e da settembre si svolgeranno le giornate regionali, una per provincia, nelle quali far provare vari sport ad disabili”. Dopo soli diciotto mesi a fine anno sarà di nuovo il momento delle elezioni. La sua avventura proseguirà? “Dovevo lasciare a fine anno, ma nelle ultime riunioni i miei colleghi mi hanno convinto a ripensarci. Ad una condizione però. Sarò affiancato da un collaboratore che avvierò a diventare il nuovo presidente regionale”.

Fabio Fresu

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