Il Cagliari ritrova un Sant’Elia in festa
Presentazione all’americana per la squadra di Rastelli che alle 20 scenderà in campo per il triangolare con Olbia e Crotone
CAGLIARI. In città, con i nuovi arrivati, dopo le prime uscite estive col segno più, di fronte al popolo rossoblù. Il Cagliari innesta la marcia. Sensazioni? Positive. Con un filo di saudade: stasera al Sant'Elia ci sono Salamon, Sau e Giannetti, gli stessi che il 14 maggio scorso hanno inchiodato 3-0 la Salernitana e messo un altro tassello per la vittoria della B. A distanza di 75 giorni, i ragazzi di Rastelli ritrovano i propri tifosi. Lo spirito? Identico e in continuo rafforzamento. Etnia, territorio, vicinanza: il club di Giulini ha da tempo intrapreso la rotta. Più lavoro, organizzazione e un gruppo che imbarca esperienza e temperamento. Insomma, "cazzimma" e sudore. Anche il triangolare con Olbia e Crotone mette assieme un insieme di fattori alla vigilia di una stagione dalle mille variabili, con molte aspettative e qualche incognita.
Calzano a puntino le parole di Fabio Pisacane: «Sarà un anno difficile, dobbiamo – rilancia il terzino, fresco di Stella di bronzo al merito del Coni – tenere la categoria».
Triangolare. La festa è qui: alle 20 la scaletta prevede la presentazione della squadra all'americana. Mezzora circa di applausi, braccia la cielo, qualche frase più o meno di circostanza. Il play maker col microfono è Luca Carcassi. La sfida tra l'Olbia di Marino, succursale del Cagliari, in attesa dal ripescaggio in Lega Pro, e il Crotone dei miracoli apre i giochi del “Trofeo Goleador”. Un tempo da 45'. Con la perdente che affronta il Cagliari. Altri tre quarti d'ora e ci sarà la finale, presumibilmente tra Storari&Co e i calabresi.
Inutile sottolineare che dopo i successi con Pieve di Bono (Prima categoria, 16-0), Terek Grozny (A russa, 1-0) e Pistoiese (Lega Pro, 3-0), Rastelli ci tenga a fare bene anche al Sant'Elia. Non solo per rafforzare il feeling con la tifoseria. Ma per testare l'allungamento della fatica, l'acquisizione del lavoro tattico, l'idea di gioco. Vincere il torneo è più o meno un obbligo. Regalare un sorriso al pubblico, pure.
La rosa. Massimo Rastelli fa a meno dei "recuperandi" Dessena e Melchiorri, del campione d'Europa, Alves (piscina e campo), di Barella e Rafael (differenziato), ha in forse Salamon (affaticamento) e valuta Pisacane e Ionita. Per il resto, tutti sul pezzo. Dato per scontato l'impiego di tutto l'organico e del 4-3-1-2, si parte con Storari, Padoin, Capuano, Ceppitelli, Murru, Deiola, Di Gennaro, Ionita, Joao Pedro, Sau e Farias. Se Pisacane è ok, parte dal via e Padoin prende il posto di Deiola. Se Ionita è affaticato, lo stesso Deiola, Pajac, Munari e Tetteh sono in pole.
Fabio Pisacane. Intanto, il rinnovo contrattuale: «Soddisfazione doppia. Se non gioco, cerco di rendermi importante in un'altra veste. Contano prima gli uomini, poi i giocatori, e sotto questo punto di vista cammino a testa alta. Sono arrivato in punta di piedi, mi sono conquistato la fiducia dei compagni. La qualità la lascio a Farias, Joao Pedro o Di Gennaro». Pisacane, forza d'animo e gioia: «La Stella di bronzo al merito sportivo del Coni mi rende felice. Cerco di proteggere valori da dare ai giovani».
Il terzino accelera: «Se arrivano giocatori forti è solo un vantaggio. A 30 anni ho coronato il sogno della serie A, voglio continuare senza rimorsi né rimpianti. Puntiamo a una grande stagione e a centrare gli obiettivi. Il primo, naturalmante, è la salvezza. La Sardegna? Terra magica. A Cagliari ho concepito il mio secondo figlio. Mi trovo bene, vorrei restare a lungo».
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