Carta: un onore l’amichevole col Cagliari
Olbia, il direttore sportivo dà per scontato il ripescaggio in serie C poi si corregge: «Puntiamo a valorizzare i giovani»
«Per una squadra di Lega Pro è un onore affrontare due squadre di serie A, anche se neopromosse, come Cagliari e Crotone». Nel lapsus prima del triangolare di ieri sera al Sant'Elia per il "Trofeo Goleador" sta tutto il malcelato ottimismo dell'Olbia per il ripescaggio che sarà ufficializzato giovedì prossimo.
Pierluigi Carta, direttore sportivo dei bianchi, uno degli artefici della ricostruzione dopo l'arrivo del presidente Alessandro Marino, lo dice con convinzione, prima di correggersi in un "possibile". Lega Pro deve essere e sarà, finalmente l'attesa sta per finire. «Non c'è tensione da parte della squadra e della società, restiamo cauti ma è evidente come ci sia un certo ottimismo - sottolinea il direttore sportivo dell'Olbia -. Le ultime dichiarazioni del presidente della Lega Pro, Raffaele Gravina, ci hanno regalato sensazioni sempre migliori, ora non resta che attendere». Ieri sera l'Olbia ha calcato il prato del Sant'Elia affrontando il Cagliari, oltre al Crotone: quella con i rossoblu è una partnership importante, che finora ha regalato giocatori di prospettiva ma anche di categoria, come Alessandro Capello, per non parlare di Daniele Ragatzu, uno che ha giocato anche in serie A. Ma qualcosa manca ancora: si parla di tre pedine per completare la rosa.
«Il mercato finisce il 31 agosto, non abbiamo nessuna fretta - sottolinea Pierluigi Carta -. Abbiamo delle idee precise, se avessimo voluto fare una squadra con giocatori già affermati probabilmente l'avremmo già completata. Puntiamo invece anche su giocatori di prospettiva, con profili emergenti, giovani e futuribili. Stiamo portando avanti le nostre trattative, ma non c'è alcuna ragione di forzare la mano». Uno dei nomi che si fa con insistenza è quello del giovane ghanese del Cagliari, Tetteh. «Non ci sono novità, con il Cagliari tutti i discorsi restano aperti - dice Carta -. La nostra volontà è quella di portarlo a Olbia, come ha confermato il presidente Marino. Ora spetta al Cagliari scegliere quale sia la cosa migliore per la crescita del ragazzo».
Le partite di prestigio con Cagliari e Crotone del triangolare di ieri sera al Sant'Elia hanno confermato come l'Olbia, squadra e società, sia pronta per la Lega Pro. «E' stata una grande esperienza, calcare questi palcoscenici e provare il grande calcio per noi è motivo di orgoglio. L'Olbia e Olbia, società e ambiente, meritano queste occasioni. Stiamo mettendo le basi per conquistare il calcio professionistico e per rimanerci molto tempo». Infine uno sguardo sul futuro. La Lega Pro non vuol dire solo prima squadra, per quanto la più importante. Guadagnare il professionismo significa poter fare i campionati nazionali giovanili. «Ci preme molto questo aspetto, crediamo che la Lega Pro anche in questo senso rappresenti un'opportunità per la Gallura e tutto il Nord Sardegna - conclude Pierluigi Carta -. Il progetto Olbia parte dal settore giovanile, vogliamo far crescere i ragazzi delle categorie inferiori e costruire i calciatori del futuro».
Giandomenico Mele
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
