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«Con Fabio e Alessia emozionati e felici»

di Paolo Poddighe *
«Con Fabio e Alessia emozionati e felici»

C’è aria di festa, ma le contraddizioni emergono brutali

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RIO DE JANEIRO. Sei atleti sardi saranno in gara a Rio, ma dietro la bandiera dei quattro mori ci saranno anche accompagnatori, dirigenti, fidanzate e tanti, tantissimi tifosi. Abbiamo pensato di raccontare le Olimpiadi con gli occhi di chi ha la fortuna di essere lì. Sarà un racconto quotidiano che ci aiuterà a capire quello che difficilmente ci faranno vedere le tv. Cominciamo con la testimonianza di Paolo Poddighe, sassarese, massimo rappresentante della Federazione Italiana Tiro con l’Arco.

«Qui l’atmosfera prevalente è quella della festa, lo senti che lo hanno nel Dna. A volte sembra di essere a Napoli, poi Rio de Janeiro e il Brasile ti sbattono in faccia tutte le loro contraddizioni. Sono appena rientrato dal Sambodromo, dove si svolgeranno le gare del mio tiro con l’arco. Ci vuole un’ora e mezza per arrivare al Villaggio, alla faccia delle corsie preferenziali olimpiche. Le distanze sono enormi. Noi siamo a Barra, sul mare, nel Villaggio cosiddetto preolimpico di Bora Bora con 150 fra atleti, tecnici e dirigenti. Quando devi arrivare da qualche parte devi muoverti per tempo. L’altro giorno esasperato ho mollato il taxi e sono salito sulla metro, quando di punto in bianco in quattro hanno tirato fuori bonghetti e chitarra e si sono messi a suonare e a ballare. Bravissimi.

Ballano dappertutto, a Copacabana e per tutte le strade c’è grande allegria. Poi però passi a fianco alle Favelas, anzi adesso si chiamano Comunitade, e le magagne affiorano brutalmente, non puoi non sapere cosa c’è la dentro. E abbiamo ogni momento davanti agli occhi gli effetti della disorganizzazione dei Giochi olimpici. Sono arrivato a Rio il 27 luglio, nelle stanze degli azzurri al Villaggio in alcune mancava l’acqua, in altre la luce, in una degli australiani c’è stato un incendio. Stanno provvedendo, lavorano. Tutto sarà a posto per il 5 agosto, il giorno dell’inaugurazione, giurano. Mi ricorda qualcosa di Italia..., qui la parola d’ordine è «non fare oggi quello che puoi fare domani».

Comunque funziona, ci alleniamo. Io come numero uno della Federazione italiana tiro con l’arco ( il mio presidente è il numero uno mondiale, quindi mi ha lasciato via libera...) ho un ruolo in un certo senso «politico», ma una volta terminati gli impegni con la squadra e quelli istituzionali ho un po’ di tempo per girare. In Brasile è inverno, fa buio alle 17.30, anche se ci sono 24 gradi di temperatura media. Fino alle 16 ci alleniamo poi abbiamo un po’ di tempo libero per esplorare, curiosare fra i negozi, fare un po’ di turismo. Perlomeno in questi giorni di avvicinamento alle gare. Poi alle 19.30 si va alla mensa del Villaggio olimpico principale, e lì incontri gli atleti.

Ieri c’era il gruppo del ciclismo azzurro, conosco il direttore tecnico dell’Italia e non ho potuto fare a meno di presentarmi a Fabio Aru. Un sardo, un campione, e c’è scappata la foto. Un saluto un abbraccio, i complimenti sinceri e gli auguri. L’ho visto sereno e carico. Emozionato anche, certo, com’è giusto che sia, ma anche ben convinto delle possibilità sue e dei compagni. Io sono alla quarta olimpiade dopo Atene, Pechino e Londra, e se ci mettiamo anche quelle giovanili di Singapore e Nanchino fanno sei, ma Fabio e tanti altri questa emozione che ti resterà viva per tutta la vita la stanno vivendo per la prima volta. Come Alessia Orro, la pallavolista di Oristano. Ho fatto il volo da Roma a Rio insieme a lei e non è mancato il tempo per scambiarci un po’ di impressioni. Anche lei è felice ed emozionatissima, anche lei orgogliosa di rappresentare la Sardegna nella manifestazione sportiva più importante al mondo.

Domani (oggi per chi legge) il mio programma subirà qualche variazione rispetto allo standard perché c’è l’inaugurazione ufficiale di Casa Italia. Alle 9.30 del mattino, ora brasiliana, c’è l’alzabandiera alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del presidente del Coni Giovanni Malagò. Poi fino alle 16 al Sambodromo per gli allenamenti. Cominciamo con le eliminatorie il 5 e il 6, è un peccato perché molti dei nostri non potranno partecipare alla sfilata inaugurale. Forse solo la squadra maschile, vedremo. Anche Fabio Aru e Alessia Orro hanno impegni immediati, il giorno dopo l’inaugurazione. Faremo tutti il tifo per loro. Io ancora di più, da buon sardo».

(Paolo Poddighe

numero uno della Fitarco)

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