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«Il Cagliari? Non ne sento la mancanza»

di Mario Frongia

Massimo Cellino fa gli auguri ai rossoblù: «Ma adesso penso soltanto al Leeds, è un impegno molto più grosso»

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CAGLIARI. «Il Cagliari? Non lo seguo, me ne sono preoccupato per tanti anni. Adesso, penso al Leeds». Cuore della notte all'Arena del Forte Village. Massimo Cellino è in prima fila. L'ex patron rossoblù saluta e abbraccia amici e conoscenti. Di giornalisti neanche a saperne. Poi chiacchera con Valerio Vargiu (amico di vecchia data) e le confidenze diventano notizie. Giacca azzurra, camicia in tinta, jeans, Cellino parte da una delle sue principali passioni: «La musica per me è una parte fondamentale della vita. Dà senso a tante cose. Sono qui al Forte perché conosco Anastacia, mi ha fatto avere i biglietti. Gran professionista e gran concerto».

«Quanto mi manca il Cagliari? Più che la squadra mi manca la città e la giovinezza. E se devo dirla tutta, degli ultimi anni a Cagliari mi manca davvero poco o nulla. Ma è il passato, inutile cercare di tornare indietro». Pacato, un tantino malinconico, l'imprenditore di Sanluri appare distante dall'icona di spigliatezza guascona che lo ha sempre contraddistinto. «Giulini? Non lo sento da un pezzo».

E’ ancora caldo anche il tema dello stadio: «So che hanno dato l'autorizzazione ma ne ho viste dare tante. Solo che tra il dire e il fare ci passa l'oceano. Per costruire un impianto a norma servono tanti soldi, un progetto serio, investimenti e una squadra. Solo con questi elementi potrà sorgere». Dal Sant'Elia a Miami: «Sì, ho ancora la residenza negli Stati Uniti, dove trascorro periodi di vacanza e lavoro, ma vivo oramai stabilmente in Gran Bretagna con la famiglia. Il Leeds mi assorbe moltissimo. Un errore? Aver pensato che la Championship sia come la nostra serie B. Intanto, fattura più della serie A italiana e rimane un campionato molto difficile».

L'argomento è ghiotto. Le avance per il Leeds - storico e prestigioso settimo club inglese per tifoseria e appeal - da parte di varie aziende hanno fatto il giro del mondo pallonaro. «Ho avuto un'offerta dalla Red Bull. Ma non voglio vendere, per ora. In Inghilterra le società di calcio guadagnano da stadio, merchandising, diritti tv, pubblico: è un mercato fluido che permette di vendere e comprare». Si torna in Italia. Acquisti e cessioni scuotono gli operatori e le tifoserie: «Il Napoli ha dato Higuain alla Juve per 95 milioni? Sono tanti soldi, Aurelio (De Laurentiis, ndr) può rifarsi mezza squadra. I giocatori forti vanno dove prendono più soldi, è show business». Infine, un passaggio affettuoso per le bellezze ambientali dell'isola. Massimo Cellino firma una sorta di epitaffio: «La Sardegna è la terra più bella al mondo. Purtroppo, l'apprezza chiunque ci metta piede anche solo per un giorno. Mentre i sardi fanno a gara nel non volerle bene».

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