Il Banco torna alle origini: «Divertirci e far divertire»
Il presidente Sardara è soddisfatto della nuova squadra ma non fa proclami A ottobre parte l’ampliamento del palazzetto ma non si salterà una sola partita
SASSARI. Vacanza, ma non assenza. La Dinamo è sempre ben presente ma per un po’, chiuso il mercato e sistemati i principali impegni logistici e burocratici può rilassarsi. Vero, presidente Stefano Sardara?
«Sì, finalmente. Sono ad alghero, ho fatto una puntatina in Spagna e tengo un occhio alle olimpiadi e uno al mare».
Vacanze in pieno relax, stavolta.
«Certo. La Dinamo è pronta. È pronto tutto, non solo la parte relativa al roster ma anche quella della società. Abbiamo definito i momenti cardine, dal ritiro alle presentazioni e tutto quadra. Dobbiamo ancora sistemare ancora qualcosa a livello internazionale ma tutto andrà in porto, e per due settimane stacchiamo, sereni».
Quest’anno l’Europa la dovete conquistare due volte. Prima l’Eurocup garantita, poi l’aut aut Fip-Fiba. Usciti dalla porta principale dell’Eurolega, dovete conquistarla attraverso i preliminari Fiba.
«Ma ai fini della preparazione non cambia niente. L’anno scorso avevamo la Supercoppa italiana a fine settembre e quest’anno la sfida con i danesi. Saremo pronti, in ritiro più o meno andiamo nello stesso periodo, il timing sostanzialmente è quello».
Quella che cambia è la Dinamo, ancora una volta.
«Sì, la squadra è notevolmente rinnovata, come purtroppo per diverse ragioni accade da tre stagioni, Prima l’addio dei Diener, poi il triplete... È una situazione fisiologica, per una società del nostro status. Da una parte a un certo livello sì, ma dall’altra non ancora non al top per gli ingaggi. Però qualche punto fermo c’è, siamo riusciti a bloccare gli italiani e a pescare gli stranieri che cercavamo».
È più grande la delusione per essere fuori dal sistema Eurolega o più forte la soddisfazione di essere ancora in Europa con la Fiba?
«Per cultura non guardo indietro. L’Eurocup è stata gratificante, impegnativa e ci ha preso molte energie, però oggi accolgo con entusiasmo la coppa Fiba. È di buon livello, tra Eurolega ed Eurocup è rimasta qualche ottima squadra».
Ma se domani dirimendo la diatriba fra Euroleague e Fiba l’Unione Europea dovesse dire che aveva ragione l’Euroleague e, di conseguenza, la Dinamo a non volerla abbandonare?
«Allora si dovrebbero riordinare da capo gli equilibri del basket continentale, ma penso che ormai per la stagione che sta partendo tutto sia definito. Nessuno può permettersi di sostituire squadre. Ma sarebbe comunque una decisione importante per il futuro».
E per il futuro della Dinamo, su chi e su cosa scommetterebbe?
«Di sicuro sulla voglia di far bene e sull’impegno nel lavoro, quello sul quale basiamo la ripartenza. Poi, per un motivo o per l’altro mi intrigano diversi giocatori ma soprattutto mi intriga lo spartito: vogliamo interpretarlo bene con una grande voglia di ripartire, in un refresh».
Lo spartito è affidato al direttore d’orchestra Federico Pasquini, quest’anno definitivamente e stabilmente nel doppio ruolo di diesse e coach. Cosa cambia?
«Federico mi dà una grande tranquillità, e il doppio ruolo non è una novità a livello internazionale. Non penso sia così complicato, non siamo stati certo noi ad avere inventato questa figura».
Ma con Pasquini gm e insieme coach non viene a mancare un mediatore, un tramite fra società e squadra?
«No, il confronto tecnico continuerà, è un nuovo assetto che mi convince. Se poi si rendesse necessaria un’altra figura provvederemo».
Obiettivo minimo?
«Sarebbe sbagliato indicarne uno. Penso che quello principale debba essere divertirci e far divertire».
Lo aveva detto anche nel suo primo anno.
«Sì, avevo detto che non promettevo niente, se non di fare basket in Sardegna sapendo che alcune cose le avremmo fatte bene e altre meno, con l’obiettivo di evitare le seconde e sempre comunque con l’ideale di divertire e divertirci. Con leggerezza, la benzina del nostro sistema».
Un’altra benzina sarà il palazzetto ampliato. A che punto siete?
«È stato firmato il contratto e c’è l’impegno di spesa, ora siamo alla fase progettuale e il varo avverrà entro ottobre».
Come si procederà? E con quali tempi?
«I lavori verranno condotti all’esterno e all’interno solo durante le due estati, non abbandoneremo la nostra casa per nessuna partita. La chiusura? Fra due anni».
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