Da Torregrande al Lagoa Rodrigo de Freitas «La medaglia non c’è ma il campione sì»
La medaglia non c’è, il campione sì. Dalle acque del Circolo Nautico di Torregrande a quelle di Rio de Janeiro c’è una distanza che sembra pari a quella che percorrono le sonde spaziali per...
La medaglia non c’è, il campione sì. Dalle acque del Circolo Nautico di Torregrande a quelle di Rio de Janeiro c’è una distanza che sembra pari a quella che percorrono le sonde spaziali per raggiungere Marte. Eppure proprio da lì è partita l’avventura di Stefano Oppo. Dal golfo di Oristano al Lagoa Rodrigo de Freitas, ma chi l’ha visto crescere è sempre con lui. Antonio Marras, suo primo allenatore al Circolo Nautico Oristano se lo coccola ancora come se mai avesse smesso di essere il suo allievo: «È stato un sogno. Ci penso e lo vedo ancora che rema di fronte ai miei occhi e impara i primi segreti del canottaggio. È stata una storia bellissima e c’è da sperare che sia solo un primo capitolo. C’è Tokyo tra quattro anni e voglio Stefano ancora in acqua». Parole che il tecnico federale del Cno, Gianmarco Patta, aveva già fatto sue quando, spento il maxi schermo, ha ringraziato tutti gli oristanesi che hanno riempito la sala del liceo scientifico per seguire in diretta la gara. Roba da mondiali di calcio, ma qui c’era da celebrare ben altro ovvero uno sport duro; e c’era da fare il tifo per il ragazzo di casa che in quella scuola aveva iniziato gli studi superiori prima della svolta e che il dirigente Luigi Roselli ha voluto aprire alla città lasciandosi dietro anche stucchevoli polemiche. (e.c.)
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