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San Cristoforo e beach volley: è festa

San Cristoforo e beach volley: è festa

La stanchezza è tanta, ma a Rio ogni occasione è buona per ballare

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RIO DE JANEIRO. «Stiamo per arrivare alla fine della nostra avventura, io parto dal Brasile il 13. Inizia a farsi sentire la stanchezza, passiamo parte della giornata in mezzo al traffico di Rio, si tratta di correre e rincorrere e arrivi a sera che sei esausto. Però è chiaro che ne vale la pena, l'esperienza a cinque cerchi è intensa, ricca. Ho sentito Manolo Cattari, dovremmo riuscire a incontrarci. Appena arrivato è rimasto per due ore imbottigliato nel traffico, gli ho semplicemente detto: benvenuto A Rio! Fronte sportivo, al seguito della Nazionale azzurra di tiro con l'arco, abbiamo visto Galiazzo, campione olimpico, uscire allo spareggio e Sartori che dopo aver superato il primo turno è poi uscita ai sedicesimi. Siamo stati un po' sfortunati. Ci avviamo alle battute finali, poi si torna a casa. Intanto abbiamo visitato la fiera gastronomica a San Cristoforo: tutti i brasiliani si concentrano lì nel fine settimana. Il sabato a Rio si fa festa per davvero, negozi chiusi e tutti a mangiare, bere e ballare. Una 24 ore a tutta festa, dal venerdì al sabato, e la domenica si riposa. Proprio a San Cristoforo abbiamo incontrato dei giornalisti locali, ci hanno intervistato, fotografato e chiesto quali fossero le nostre impressioni: ci hanno fatto una mezza pagina sul quotidiano Rio Extra, a noi l'ha segnalato l’autista. E poi il beach volley, altra esperienza particolare e da raccontare. L'impianto è stato realizzato interamente in tubi innocenti sulla spiaggia di Copa Cabana. Uno spettacolo nello spettacolo. Io avevo già assistito alle gare di specialità ad Atene, ma qui la musica cambia, è diversa. Le gare, gli atleti e i giudici si adeguano al ritmo della musica che viene sparata a palla durante le competizioni. Gli atleti ballano sulle note, nelle pause e prima della battuta. Ma ballano anche gli arbitri. Il tutto davanti a 20 mila persone. Anche lo store olimpico è a Copa Cabana, ed è stato sottoposto ad un vero e proprio assalto. File lunghissime di persone a caccia di gadget. Siamo stati a visitarlo, e i gadget erano praticamente finiti. La febbre olimpica. Oggi è il giorno di Luigi Lodde. Spero di incontralo prima della gara. Per salutarlo, e fare una foto assieme a lui».

(Paolo Poddighe

numero uno Fitarco a Rio)

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