Ma ci vuole anche fortuna
Un giorno speciale, come la vigilia del matrimonio
RIO DE JANEIRO. Due ore di macchina per raggiungere il Deodoro Olympic Shooting Club, 40 km dal nostro albergo, che a Rio possono essere molto lunghi. Il sito si trova all'interno della zona militare, piena di soldati in assetto anti sommossa. Dentro il centro sportivo lo staff ci accoglie con sorrisi e balli, finalmente ci sentiamo nel clima olimpico brasiliano. Anche qui è difficile trovare qualcuno che parli inglese per indicarci il campo di tiro. L'obiettivo è riuscire a salutare Luigi prima che inizi e per riuscire prendiamo la macchina elettrica. Lo troviamo all'ingresso dell'area shooting. Occhi lucidi e sguardo determinato. Ora il team Lodde è al completo. Lo accompagniamo al campo gara e incrociamo Campriani, che spara le qualificazioni.
L'emozione ora è palpabile. La senti nella voce, la vedi nei gesti e la respiri. Nel vivere questa esperienza con lui e la sua famiglia e nel cercare di descriverla, mi viene in mente il giorno prima del matrimonio, quando hai la sensazione di riconsiderare tutta la tua vita che ti ha portato fin lì, senti che puoi commuoverti da un momento all'altro, senti tanta gente che ti sta vicino e ti vuole bene (bellissimo lo striscione degli amici di Ozieri) e allo stesso tempo hai paura che tutto vada bene. Giorno speciale in cui fondamentalmente devi camminare, sederti, rialzarti e dire un paio di frasi, cosa che fai tutti i giorni, magari non vestito in quel modo, ma che in quel giorno acquista un significato enorme. Così come sparare alle Olimpiadi. "Quante volte li distruggi quei piattelli Luì? In fin dei conti non è ciò che fai da 25 anni quotidianamente?"
Anche io vivo questo turbinio di emozioni e ripenso al lavoro svolto insieme e all'amicizia che ne è derivata. "Ci vuole anche fortuna Manò" mi dice.
Sono contento che lo dica, mi sembrano parole deresponsabilizzanti e in questo momento modulano bene la sua attivazione, gli rispondo: "Sì, lo penso anch’io. Senti che hai fatto tutto ciò che andava fatto?" Mi risponde: "Si, anche di più". Sono ancora più contento di questa riposta: percepisco in lui un senso di potere e controllo. "Allora.. Ajo Luì".
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