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Rally, ultima chiamata per il mondiale nell’isola

di Marco Giordo
Rally, ultima chiamata per il mondiale nell’isola

L’Aci dopo il dietrofront è in ritardo per allestire l’edizione 2017 nel Continente L’unica soluzione è restare in Sardegna ma la Regione deve sborsare 1,5 milioni

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SASSARI. Ultima chiamata per il Rally mondiale in Sardegna. I tifosi isolani hanno lanciato un appello sui social media per salvare la prova iridata nell'isola, e arriva una sorta di ultima chiamata per il futuro del rally mondiale non solo in Sardegna ma anche in Italia.

La situazione infatti è chiara: se entro questo mese la Regione Sardegna non delibera il contributo di un milione e mezzo di euro (contro i 900.000 previsti) rchiesto dall'Aci, l’Italia perderebbero la prova per il 2017. Non ci sono garanzie dalla Regione, e mancano i tempi per provvedere a organizzarlo da un’altra parte nel territorio nazionale. Con questa situazione di stallo l'Automobil Club d'Italia chiederebbe pertanto alla Fia, la Federazione internazionale, di saltare per una stagione il suo turno nel calendario in attesa di rientrare poi nel 2018 con una prova organizzata nel centro Italia e a San Marino.

Una nuova gara per la cui predisposizione c'è necessità di tempo. Il progetto del mondiale nella penisola ha ovviamente bisogno di tempo e non di pochi mesi per essere assemblato, e inoltre ha necessità di una copertura economica. La Wrc Promoter ha fatto sapere che non può aspettare le decisioni dell'Aci oltre fine agosto, e non mancano i Paesi che spingono per entrare in calendario, mentre anche la Polonia per motivi di sicurezza sta per uscire. L'indisciplina degli appassionati polacchi durante l'ultima edizione della, a cui si aggiunge la riduzione dei budget destinati al motorsport da parte della casa petrolifera locale Lotos, porterebbe a questo taglio dopo tre anni. Al posto della Polonia subentrerebbe una tra Canada el Giappone. E qualcuno già sostiene che potrebbero subentrare entrambe, se l'Italia alzasse bandiera bianca.

Anche i costruttori sarebbero d'accordo, soprattutto se passasse la linea che la durata delle gare iridate sarebbe ridotta di una giornata per far diminuire i costi. Lo shakedown verrebbe così disputato il venerdì mattina e le gare prenderebbero il via il venerdì pomeriggio per terminare la domenica a metà giornata.

Insomma sono molte le cose che bollono in pentola, mentre gli appassionati isolani aspettano notizie tempestive da Cagliari, che a questo punto con una tempestiva delibera potrebbe ribaltare la situazione costringendo Roma a fare marcia indietro, e preparando la strada per la quattordicesima edizione del Sardegna.

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