«È un campo caldo, ma ci arriviamo preparati»
Per Gianni Munari, ex della Samp, è quasi un derby. «Dovevo partire, felicissimo di essere rimasto»
CAGLIARI. Torna in serie A dopo tre anni («L'ultima fu con in Parma-Lazio»), aveva le valigie pronte («Mi era stato detto che sarei andato via»), confida in un Cagliari che farà piangere anche qualche big: «Lo dobbiamo ai tifosi. Sappiamo di poter fare bene, stiamo lavorando sodo. Marassi? Campo caldo ma ci arriviamo preparati».
Gianni Munari, il vincitore di 5 campionati di B (due a Lecce, poi a Genova con la Samp, in Inghilterra con il West Ham e nel Cagliari di Rastelli), riparte dal via: «L'anno scorso ho avuto una stagione altalenante. Tanti stop per infortunio, qualche ricaduta e sono partito senza fare la preparazione. Quest'anno - dice il centrocampista - ho lavorato molto bene fin dal primo giorno di ritiro a Pejo. Mi fa piacere aver fatto ricredere la società».
Duttile tatticamente, fisico imponente, Munari tesse le lodi dell'organico: «Mi ha stupito dal primo giorno al Cagliari la disponibilità del gruppo, più del singolo. Una citazione? Non amo parlare dei singoli ma credo che Melchiorri non solo sia un giocatore importante, ma ha anche carattere: è il suo primo anno in A ed è sempre motivatissimo. Sia lui sia Daniele (Dessena, ndr) dalle 9 sono sempre al mare a lavorare con il preparatore in acqua e in spiaggia. Poi, al pomeriggio si uniscono a noi».
Piccolo passo indietro. Munari ripassa da Genova. «Con la Samp ho un brutto ricordo. Contro il Genoa in un derby, sbagliai un gol a tu per tu con Frey. Ci vuole niente a complicarsi la vita». Dall'attualità al futuro. «Non mi piace l'etichetta di vice Di Gennaro. Davide ha mezzi da serie A e sorprende che non ci giochi da anni. Ho le mie caratteristiche, sono a disposizione del mister». Ma non solo. «A una certa età diventa piacevole dare uno sguardo agli aspetti tattici. Sì, un domani mi piacerebbe fare l'allenatore. In prima squadra? Magari! Ma per iniziare non sarebbe male una squadra giovanile». Munari chiude così: "Nel calcio e nello sport è importante saper scherzare. Non dimentichiamo che si tratta di un gioco, con tanti giovani in campo. Facciamo sacrifici ma ogni tanto bisogna buttarla sul divertimento. Un esempio? Ionita. Mi ha elogiato, gli devo una cena».
Mario Frongia
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