La Nuova Sardegna

Sport

orgoglio azzurro

«Ripamonti e Dressino, un sesto posto che vale come un oro»

«Ripamonti e Dressino, un sesto posto che vale come un oro»

«La barca che più di tutte ha dato soddisfazioni olimpiche all'Italia canoistica - 2 ori, 2 argenti un bronzo e nove finali a partire da Mexico '68 - il K2 uomini 1000 metri, non ha deluso. Il sesto...

2 MINUTI DI LETTURA





«La barca che più di tutte ha dato soddisfazioni olimpiche all'Italia canoistica - 2 ori, 2 argenti un bronzo e nove finali a partire da Mexico '68 - il K2 uomini 1000 metri, non ha deluso.

Il sesto posto dei finanzieri Nicola Ripamonti e Giulio Dressino deve essere salutato come un successo, giacché i presupposti e soprattutto i pronostici, per tutta una serie di ragioni, non li davano favoriti. Qui un flash-back è utile a spiegare il travagliato percorso di questo equipaggio: formatosi poco più di un anno fa per la partecipazione agli Europei di Baku, dove a sorpresa furono quinti dopo una cavalcata al comando di 900 metri sui 1000 previsti. Furono confermati al mondiale di Milano, gara valida per staccare le quote di Rio chiusa solo in ottava piazza, nonostante i posti destinati fossero solo per i primi sei, per una complessa e farraginosa norma del recupero delle quote di atleti qualificati in più imbarcazioni, il K2 italiano avrebbe dovuto rientrare tra le barche qualificate alle Olimpiadi. Così non fu. La Federazione internazionale, contrariamente a Italia e Gran Bretagna (le regole sono scritte in inglese, ndr), che fecero ricorso al Tas, contraddicendo quanto scritto, interpretò diversamente la norma. Purtroppo anche il Tas, con un grave ritardo - circa 6 mesi dopo la presentazione del ricorso (caso Schwazer docet) e praticamente a ridosso delle gare di qualifica continentale, diede ragione all'Icf, scatenando pesanti e negative ripercussioni psicologiche sulla barca azzurra, che pagò pegno proprio alla gara di qualifica olimpica continentale, fallendola. Poi improvvisamente, siamo ormai a metà luglio, la squalifica per doping di Bielorussia e Romania riaprono la strada olimpica sia al K2 che al K4.

Insomma, un'altalena di eventi da perdere la testa, ma non così per Nicola e Giulio, che si son fatti trovare pronti. In semifinale e in finale hanno ripreso la posizione di top level mondiali della specialità e, senza tutti questi impicci, ci piace immaginare che sarebbero stati capaci di rinverdire le gesta di Rossi, Scarpa e Bonomi.

(Andrea Argiolas, vice-

presidente della Federazione

italiana canoa kayak)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Primati

Non solo Villa Certosa, la Sardegna è l’isola dei record immobiliari: ecco l’altra vendita multimilionaria in Costa Smeralda

Le nostre iniziative