“Corta” e spompata, la Dinamo perde ma esce a testa alta
La Sidigas Avellino vince 65-64 la finale del torneo Tirrenia I biancoblù, privi di tre lunghi, sfiorano la rimonta dal -19
INVIATO A OLBIA. Come volevasi dimostrare. Cuore, impegno e “garra” possono non portare alla vittoria, ma di certo acchiappano applausi e consensi. Una Dinamo con poca mira e pochissime gambe perde la finale del Torneo internazionale Tirrenia per 64-65 contro la Sidigas Avellino, ma esce dal Geopalace di Olbia a testa alta. La vittoria irpina sarebbe in realtà più netta di quanto non dica il punteggio finale (al 29’ il punteggio era 29-48), ma i sassaresi di Federico Pasquini non hanno mai mollato, pur avendo affrontato il match in piena emergenza nel settore lunghi: con Olaseni impegnato con la nazionale inglese e Lydeka tenuto fuori precauzionalmente, ieri è mancata anche l’ala Michele Ebeling, volata in Finlandia per il Basketball Without Borders Europe. Troppo evanescente Martin, centro inglese arrivato come sparring partner in attesa di Olaseni.
Up&down. Complicato, con queste premesse, dare un giudizio tecnico-tattico sulla prestazione della Dinamo, che sabato aveva superato la corazzata Hapoel Gerusalemme grazie all’intensità difensiva e al grande ritmo impresso alla fase offensiva. Tutte prerogative che sono evaporate in un match disputato appena 24 ore più tardi, allo scadere della seconda settimana di preparazione. I biancoblù hanno vinto il confronto a rimbalzo (39-33), hanno chiuso con il 25 per cento dai 6,75, ma a metà dell’ultimo quarto la statistica riportava un terribile 2/16, con almeno un paio di errori arrivati nel momento chiave della rimonta. Al di là di questo, Avellino si è dimostrata molto più squadra, anche grazie all’affiatamento di giocatori che hanno già giocato insieme. Resta l’impressione che dal punto di vista della voglia e dell’orgoglio, la nuova Dinamo sia un gruppo assai interessante. E gli applausi del pubblico, che ha incitato la squadra anche sul -15, la dicono lunga.
La partita. Prima della palla a due minuto di silenzio per ricordare Mauro Murgia, dirigente del settore giovanile biancoblù scomparso in mattinata. Pasquini ripropone lo stesso quintetto di sabato sera: Johnson-Odom, Lacey, Carter, Savanovic e Martin. La partenza dei biancoblù non è intensa e decisa come quella del giorno precedente: l’attacco fa fatica a prendere giri ma Avellino ha più o meno gli stessi problemi (14-10 all’8’). Poi gli irpini accelerano e con un break di 11-0 a cavallo dei primi due quarti (al 10’ è 14-16) si portano in vantaggio per 14-21. Pasquini ruota subito nove uomini alla ricerca della chiave giusta e all’improvviso la Dinamo si riaccende: nel giro di 50” Carter e Devecchi confezionano un controbreak di 8-0 (22-21), prima di una nuova serie di sbavature che permettono alla Sidigas di arrivare al riposo sul +5 (26-31). Il terzo quarto non va per niente meglio: i sassaresi finiscono nelle sabbie mobili della difesa avellinese, restano a secco per una vita e segnano appena 3 punti in 7’, 10 in tutto il quarto. La squadra di Sacripanti scappa via grazie alla verve di Thomas e Ragland e per il Banco è buio pesto (29-48 al 29’). Ma nel momento più difficile, con Stipcevic e Devecchi a mordere in difesa e con Johnson-Odom e Lacey a infilare qualche canestro, a 4' dalla fine i biancoblù reagiscono e tornano sotto (54-48). Il pubblico apprezza e applaude, i sassaresi si gasano ma la mira dai 6,75 è terribile e Avellino tiene un margine minimo sino alla sirena. Poco male, la strade è quella giusta
Dinamo. Pompianu n.e., Johnson-Odom 17, Casula n.e., Lacey 12, Devecchi 8, D’Ercole, Martin 4, Sacchetti 3, Lydeka ne, Savanovic 2, Carter 6, Stipcevic 12, Monaldi.
Avellino. Zerini 2, Ragland 22, Green 7, Bianco, Esposito, Molteni, Leunen 8, Cusin 1, Severini 2, Randolph 5, Thomas 18, Parlato.
Arbitri: Boninsegna, Quarta, Ranaudo.
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