La Nuova Sardegna

Sport

Olbia, ancora troppi peccati di gioventù

di Guido Piga
Olbia, ancora troppi peccati di gioventù

Il pari beffa con la Lucchese lascia l’amaro in bocca. Pesano il salto di categoria, lo scarso cinismo e la difesa ballerina

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il primo punto dopo due gare, dopo 38 anni di assenza dalla terza serie calcistica. Per una matricola, come l’Olbia è, potrebbe anche essere un discreto risultato. Per come si erano messe le cose in campo, prima in trasferta contro il Renate, poi in casa contro la Lucchese, sono quattro punti persi. Un bilancio dalle due facce, però: da una parte il bottino è stato magro, vero; dall’altra c’è la consapevolezza che i bianchi, per essere dei novizi, hanno lasciato intuire grandi potenzialità.

Che cosa non ha funzionato contro la Lucchese? Il pareggio di domenica scorsa per 2-2 - con l’Olbia due volte avanti, eurogol di Capello al 7’ pt e Piredda al 21’ st, e due volte raggiunta dai toscani, l’ultima delle quali al 93’ - ha fatto palesare due sintomi: inesperienza e poco cinismo.

L’Olbia schierata al Nespoli era, in larga parte, quella della serie D. Lo era la difesa, in blocco, con Pinna, Dametto, Miceli e Cotali; lo era più di mezzo centrocampo, con Geroni e Piredda e Cossu. Il salto di categoria si fa sentire, soprattutto se davanti si ha una squadra, come la Lucchese, storicamente della categoria e con alcune individualità niente male: il difensore Capuano (a lungo in serie A) e l’attaccante Forte (vivaio Inter).

In più, è mancato quello che gli addetti ai lavori definiscono cinismo: la capacità di uccidere la partita. Capello, due gol in due partite, avrebbe potuto farlo al 42’ pt, portando l’Olbia sul 2-0. Servito da Kouko da destra, come contro il Renate, l’attaccante cagliaritano, a un passo dalla porta, si è fatto parare le due conclusioni dal portiere prima, da un difensore poi. E sempre Capello, al 36’ st, ha perso l’attimo per servire Kouko, lanciato da solo contro il portiere e costretto ad allargarsi troppo per prendere la palla datagli dal compagno. Sarebbe potuto essere il colpo del 3-1 per i bianchi.

Dove si sono manifestati di più i difetti? In difesa. Contro il Renate aveva retto abbastanza bene, nonostante il poco filtro del centrocampo e l’errore di Dametto che aveva dato il rigore della vittoria ai lombardi. Contro la Lucchese, le parti si sono invertite: bene il centrocampo (specie nel primo tempo, a fasi alterne nel secondo), male la difesa. I due gol subiti portano la corresponsabilità di Dametto (anticipato da Forte per l’1-1 all’11 st) e di Miceli (anticipato da De Feo che ha poi servito Forte per il 2-2 al 93’). In tutt’e due casi, la Lucchese ha colpito con i cross, e sempre dalla fascia sinistra dell’Olbia. Mignani aveva visto la fragilità, quando ha inserito un terzo centrale, il baby Quaranta, negli ultimi minuti. Non è servito.

Che cosa ha funzionato? Del centrocampo si è già detto. Solo un’aggiunta: Piredda ha segnato un gol di gran classe, con un gioco di gambe da funambolo per saltare l’avversario e un tiro potente e preciso da 25 metri. Gli inserimenti delle mezzali saranno fondamentali per il gioco di mister Mignani. L’Olbia, infine, davanti ha un grande potenziale. Cossu è una star, Capello segna con regolarità, Kouko non segna ma è un attaccante fantastico per la capacità di aprire spazi ai compagni e per aiutarli indietro (è lui che ha sdradicato agli avversari la palla data a Capello per l’1-0).

In definitiva, è solo questione di tempo: i peccati di gioventù saranno eliminati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative