Borriello e Sau, festa al Sant’Elia
Il Cagliari travolge l’Atalanta e scaccia i fantasmi. Joao Pedro delizia i tifosi, che spettacolo
INVIATO A CAGLIARI. Giulini e Rastelli volevano una risposta. Eccola. E' arrivata puntuale sul campo, sotto forma di una prestazione coi i fiocchi di una squadra che punta nell'orgoglio ha reagito come meglio non poteva e festeggiato il ritorno allo stadio di Gigi Riva dopo undici anni per commemorare Nenè. Presidente e allenatore del Cagliari sono stati accontentati. L'Atalanta è caduta sotto i colpi di Borriello (doppietta) e Sau, autori dei gol che hanno deciso la gara. Ma il vero protagonista del match è stato Joao Pedro. Il brasiliano ha suonato la carica, ha dato la "scossa" ai compagni, giocando poco più di un'ora ad altissimo livello. Assist da manuale, tanta qualità e moltissima quantità. Non è usuale vedere un giocatore con le sue caratteristiche inseguire l'avversario, rubargli il pallone e ripartire. Ma è stata tutta la squadra a rispondere alla grande e una buona parte del merito va dato all'allenatore. Ha cambiato diversi giocatori, ha rischiato in prima persona (chissà che cosa si sarebbe detto se fosse andata male) e ha avuto ragione. Il Cagliari riparte, conquista la prima vittoria e mercoledì va a Torino a fare visita alla Juventus con lo spirito giusto: quello di chi non ha nulla da perdere.
Rivoluzione. Se non lo è poco ci manca. Rastelli decide di mandare un segnale allo spogliatoio della serie: tutti siete utili, nessuno indispensabile. L'allenatore del Cagliari manda Di Gennaro in panchina e sceglie Tachtsids per dirigere le operazioni in mezzo al campo. Ma le novità non finiscono qui: Isla avanza a centrocampo, in difesa spazio a Pisacane. Torna Joao Pedro dopo un mese di stop. Il brasiliano (sarà decisivo) mette a disposizione della squadra la sua fantasia e si piazza dietro le punte. Il modulo non cambia, è il solito 4-3-1-2. L'Atalanta risponde con un 3-5-2. Alla fine Gasperini decide di dare fiducia a Paloschi che affianca Gomez in avanti. L'ex Pinilla parte dalla panchina e ci resterà.
Samba. Joao Pedro è scatenato. Parte a razzo, semina il panico nella difesa bergamasca. Prima sfiora il gol con un tocco sotto. Pochi minuti dopo regala a Borriello l'assist che sblocca la gara. Il brasiliano è imprendibile per gli avversari, tanto che Gasperini decide di passare subito alla difesa a quattro abbassando Konko, chiedendo a Kessie di limitarne il raggio d'azione. Non potevano cominciare meglio i rossoblù in una partita complicata, soprattutto sotto il profilo psicologico. La squadra è spigliata, aggredisce gli spazi, vince i duelli individuali e manda un chiaro messaggio ai nerazzurri: oggi non c'è trippa per gatti.
Super Rafael. Il Cagliari tira il fiato, l'Atalanta ne approfitta per guadagnare metri. I bergamaschi fanno fatica a creare pericoli, i rossoblù tengono bene le posizioni, sono aggressivi, determinati, proprio come aveva chiesto il mister alla vigilia. Ma nel calcio rilassarsi è pericoloso e su una palla vagante, Gomez trova il corridoio per infilarsi, salta Pisacane che lo mette giù. Questione di centimetri ma l'arbitro decide che è rigore. Le immagini diranno che ha sbagliato. Paloschi calcia centrale, Rafael respinge e fa esplodere la gioia dei tifosi.
Gara in ghiaccio. Gasperini fa entrare D'Alessandro al posto di Masiello, Conti si abbassa sulla linea dei difensori. Ma si capisce che gli unici pericoli alla porta di Rafael può portarli la velocità di Gomez. Il Cagliari, però, non commette l'errore di amministrare il vantaggio, cerca di chiudere partita e ci riesce quasi subito. Joao Pedro imbecca Isla, cross basso per l'accorrente Sau che non sbaglia. Il Cagliari ha la partita in pugno, l'Atalanta è confusa e non ha uno straccio di idea. Si affida più alle individualità che al collettivo ma non trova i guizzi di cui avrebbe bisogno perché la difesa rossoblù è un muro invalicabile. Arriva anche il terzo gol. Lo segna Borriello su punizione. E la festa potrebbe essere completissima se Sau, dopo una bella azione personale, invece di colpire il palo facesse centro. La festa si consuma a fine gara con la standing ovation dei tifosi che se ne vanno felici. I fantasmi lasciano lo stadio Sant'Elia. Torna il sereno e l'entusiasmo. La sconfitta di Bologna è dimenticata ma piedi per terra perché la strada verso la salvezza è lunghissima. Mercoledì allo Stadium con la Juventus, senza avere nulla da perdere.
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