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Quattro volte Marco Per Nieddu e Fideli prima mano da poker

di Antonello Palmas
Quattro volte Marco Per Nieddu e Fideli prima mano da poker

Il via del campionato di Eccellenza propone due exploit Prove super in attacco per i giocatori di Tortolì e Budoni

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SASSARI. Entrambi si chiamano Marco, nome che... calza a pennello a chi ama veder gonfiare la rete grazie a una sua prodezza. Ed entrambi sono i cartactori d’eccellenza nella prima giornata di Eccellenza, avendo segnato quattro gol a testa. Parliamo di Marco Nieddu e di Marco Fideli, il primo bomber di professione del Tortolì che ha sconfitto per 4-0 il Monastir in trasferta, il secondo centrocampista col vizio del gol del Budoni che ha rifilato una quaterna al malcapitato Bosa.

Nieddu è abbonato al gol, ma quattro tutti assieme li aveva segnati solo un’altra volta: «Qualche anno fa contro il Portorres, che però era in caduta libera. Questa quaterna ha sicuramente maggior valore, la Kosmoto non è certo l’ultima arrivata», dice. Di Villagrande Strisaili, 35 anni, a Tortolì ha trovato tutto: l’amore, il lavoro (è factotum in una società di vigilanza) e l’ambiente adatto per sfogare la sua voglia di calcio. Nel club rossoblù, di cui è il leader naturale per il carisma nonostante la presenza di elementi d’esperienza come l’ex Cagliari D’Agostino, ha giocato praticamente l’intera carriera, a parte due brevi apparizioni con Barisardo e Muravera.

Capace di diverse decine di gol a stagione grazie a un sinistro magico («Grazie a Dio sono sempre stato piuttosto prolifico: finchè dura, i gol continuerò a farli»), Nieddu dice di divertirsi lo stesso anche se non segna, «ma per un attaccante il gol è l'essenza e se arriva... la vittoria è più bella». Che stagione sarà per il Tortolì? «Sicuramente d'alta classifica, ci sono anche altre squadre pronte, soprattutto il Castiadas, ma diremo la nostra».

Marco Fideli, 31enne da Porto San Paolo, girovago del pallone con esperienze in diverse squadre di Abruzzo e Marche oltre che Olbia, Arzachena, Tavolara, Ilva e Calangianus, è il classico jolly di centrocampo («mi piace giocare dietro le punte, ma mi va bene tutto: in C2 con Olbia sono stato anche difensore»). «Fuori dall’isola volevo provare nuove esperienze, magari avere qualche occasione in più per un salto di qualità in un calcio del continente più selettivo e un po’ più attrezzato rispetto al nostro. Mi sono divertito» spiega Fideli. Alla fine il livello più alto l’ha toccato con l’anno da prof con l’Olbia, dopo essere cresciuto nel settore giovanile dei bianchi: «Fu una bella stagione, purtroppo unica. Lo dico forse immodestamente, forse avrei potuto fare di più». Anche la domenica prima era andato a segno: doppietta col Tortolì, ma inutile ai fini della qualificazione nonostante il successo. Questa volta invece sono gol pesanti. «Quattro tutti assieme non li avevo mai fatti, ricordo solo qualche doppietta – dice Fideli –: ho solo potuto sfruttare occasioni limpide grazie agli assist dei miei compagni che mi hanno messo ripetutamente davanti al portiere. Che ambizioni abbiamo? Abbiamo iniziato in ritardo, diversi atleti sono arrivati da poco e l’organico si è completato solo di recente. Ma col mister Cerbone stiamo lavorando tanto e stiamo facendo il massimo per seguirlo. Sì, puntiamo a un torneo di vertice, c’è tanta concorrenza ma con un po’ di fortuna ci possiamo essere anche noi».

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