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Miceli, una rivincita senza polemiche

Miceli, una rivincita senza polemiche

«I miei errori? No problem. Abbiamo battuto una grande, grazie ai tanti tifosi»

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OLBIA. L'errore decisivo che era costato il pareggio con la Lucchese a tempo scaduto. Qualche critica che lo indicava come anello debole della coppia difensiva con Paolo Dametto, punto di forza dell'Olbia nell'anno della promozione. Forse parlare di rivincita è troppo, ma Mirko Miceli si è tolto un peso non indifferente. Colpo di testa, rete che si gonfia e un abbraccio dei compagni più significativo di altre volte. «Il ruolo del difensore è questo, so che un nostro errore pesa più e viene sottolineato maggiormente di quello degli attaccanti - spiega il centrale di Cosenza - . Dedico questo gol alla mia famiglia. L'abbraccio? Siamo una squadra e i miei compagni per me sono una seconda famiglia, quindi va bene chiunque segni, basta che si segni».

Un concetto cristallino, applicabile maggiormente a una squadra che sembra avere oggettive difficoltà a buttarla dentro. «Io non dimenticherei mai chi abbiamo davanti, anche oggi è stata una partita di alto livello - sottolinea Miceli -. Il Livorno è una grande squadra, la prova era davvero complicata, ma l'abbiamo superata». Un bel lavoro per i difensori, anche se tra gli amaranto mancavano Vantaggiato e Cellini: due che hanno segnato insieme quasi 100 gol in serie B. «Certo, a loro mancavano giocatori di valore. Ma i sostituti non sono da meno: Maritato e Venitucci conoscono bene la categoria - sottolinea Miceli -. Siamo felici per i nostri tifosi, saperli così numerosi ci ha dato una spinta pazzesca».

Il gol nato da uno schema eseguito su palla inattiva dimostra il lavoro in settimana di mister Mignani. «Sono situazioni che proviamo in allenamento - dice Simone Pinna, terzino destro scuola Cagliari -. Una partita così difficile, con loro che si chiudevano, spesso si risolve con un calcio da fermo. Noi facevamo girare la palla, ma loro tenevano. Siamo soddisfatti». Dopo un iniziale ballottaggio con Russu, il terzino titolare sulla destra sembra essere lui: superando anche un mostro sacro come Francesco Pisano. «Qui è una guerra durante la settimana per conquistarsi il posto da titolare - conferma Pinna -. Poi è uno stimolo in più giocare accanto a chi ha fatto la storia in categorie superiori». (g.d.m.)

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