«Resettiamo tutto ora si fa sul serio»
Coach Pasquini presenta il primo impegno del Banco
SASSARI. Voglia tanta; curiosità tantissima. Più quel pizzico di tensione che rende sempre speciale una partita d’esordio. Dinamo-Varese di lunedì sera apre ufficialmente la stagione dei biancoblù nel loro settimo anno di serie A. Per Federico Pasquini, che lo scorso anno è passato dalla scrivania alla panchina, si tratta di fatto del battesimo vero e proprio nel doppio ruolo di coach e general manager. Anche se lui giura che, una volta chiuso il mercato la sua testa è rivolta completamente alla cura degli aspetti tecnico-tattici.
L’emozione dell’esordio. «La prima partita di campionato nasconde sempre un livello di emotività importante – dice il quaratatreenne tecnico ferrarese –. Abbiamo lavorato bene per un mese e mezzo ma durante tutto questo lasso di tempo ciò che ognuno di noi ha aspettato è la situazione in cui ci sono in palio i 2 punti. Come stiamo? Arriviamo a questa fase con una buona condizione, abbiamo rispettato la tabella di marcia perché mi interessava arrivare al meglio al 18 ottobre, quando inizieranno i tre turni settimanali tra campionato e coppa con i viaggi in mezzo. Non possiamo essere al top ora, e non sarebbe neppure indicato esserlo. Adesso si cancella tutto, si dimenticano le gare della preseason e si volta pagina, si va in campo per fare pallacanestro vera e vediamo quale sarà la reazione della squadra».
Operazione Varese. Il primo avversario, la Openjobmetis Varese, arriva all’esordio in campionato dopo avere già giocato due match ufficiali, nel turno preliminare della Champions league Fiba. Un vantaggio o uno svantaggio? «Da un lato loro hanno già provato “l’ebbrezza” delle sfide che mettono in palio qualcosa e questo accelera la crescita delle squadre – dice Pasquini – dall’altra conosciamo bene la fatica e il dispendio di energie che possono venire da un doppio impegno molto tirato. Ma io preferisco guardare in casa mia, in questa fase ci sono tante cose da vedere e sistemare e non c’è troppo tempo per pensare agli altri. Il valore e le qualità di Varese non si discutono, hanno tre giocatori come Eyenga, Kangur e Maynor che hanno già giocato insieme e hanno dimostrato grande empatia sul campo. Conosciamo bene Eyenga, che l’anno scorso è stato con noi. In questo momento sta giocando in una condizione ideale, perché viene sfruttato in transizione e in post basso. Questo aumenta la sua fiducia che si traduce anche in ottime percentuali al tiro da fuori, come nell’ultima gara».
Roster e amalgama. Uno dei tormentoni degli allenatori è legato alla cosiddetta “chimica di squadra”, elemento che alla lunga fa quasi sempre la differenza. Da questo punto di vista la Dinamo sembra essere già a buon punto. «I ragazzi stanno bene insieme e lavorano tanto – sottolinea il coach biancoblù –, reagiscono bene agli stress fisici e mentali che gli stiamo dando. Credo di poter dire che il gruppo ha già una bella chimica, Sono contento del lavoro fatto, siamo stati bravi a ottimizzare il tempo a disposizione e abbiamo trovato grande disponibilità da parte dei giocatori. Ma un mese è comunque troppo poco per trarre delle conclusioni, l’equilibrio e la coesione si raggiungono facendo tanta fatica ma tutto si può perdere in un attimo. Dovremo essere bravi a tenere questo livello e avere le spalle larghe per affrontare le difficoltà che sono le partite vere posso darti. I segnali sono positivi ma se pensiamo di essere arrivati rischiamo di farci del male. Ora resettiamo tutto e concentriamoci verso questa prima partita. Le 9 partite della preseason sono state belle e ci hanno dato ottimi spunti, ma da ora in poi non contano più nulla».
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