Tutti dietro le Scarpette rosse Reggio e Venezia ci riprovano
SASSARI. Cosa sarà? L’interrogativo affidato alle note dall’indimenticato Lucio Dalla, grande appassionato della palla a spicchi e già tifoso delle retrocesse “V” nere bolognesi di Marco Spissu,...
SASSARI. Cosa sarà? L’interrogativo affidato alle note dall’indimenticato Lucio Dalla, grande appassionato della palla a spicchi e già tifoso delle retrocesse “V” nere bolognesi di Marco Spissu, risuona forte nei corridoi e nelle piazze, vere e virtuali, affollate dai tifosi della pallacanestro italiana. Ma in attesa del riscontro del campo, un volo a planare sulle 16 formazioni ai nastri di partenza può rendere l’idea di quel che sarà, o meglio, che potrebbe essere sui tornanti della Lega A 2016-’17.
La favorita della vigilia, conclamata e chiamata a più voci, è l’Ea7 Olimpia Milano. In barba alle scaramanzie e chi prova a tirarla alle scarpette rosse, la realtà, i centimetri, i muscoli e il talento, elementi messe insieme a suon di milioni di euro da re Giorgio Armani, hanno dato vita ad una vera corazzata pronta a dominare la serie A e dire la sua in Eurolega. Conferme d’alto livello (Simon, l’ex Sassari Sanders e l’ex capitano Gentile), innesti di peso e di sostanza (Raduljica e Hickman) e una pattuglia italiana rimpolpata dagli arrivi di Fontecchio, Pascolo e Abass: quella di Jasmine Repesa è una vera corazzata.
Ogni “cattivo” che si rispetti – inteso come favorito da battere – ha bisogno di un antagonista. In questo caso sono diversi gli antagonisti che proveranno a rallentare o interrompere la corsa al trono dei milanesi. La Dinamo Sassari di Federico Pasquini, tricolore appena un anno fa, ha rinnovato volto e spirito ed è pronta alla sportiva battaglia. Voglia di fare bene ma nessun proclama, modus operandi fatto suo anche dalla Sidigas Avellino del colosso Fesenko e di Adonis Thomas: finalista (sconfitta) di Supercoppa, semifinalista dello scorso campionato e decisa a fare la sua parte.
E poi Reggio Emilia, finalista delle ultime due edizioni della Lega A, che salutato il gioiello lituano Kaukenas riparte dagli italiani, da Delroy James e dalla rabbia per la doppia pesante sconfitta. Da tenere sott’occhio, come da tempo a questa parte del resto, anche Venezia: una squadra che sembra sempre fase di decollo ma non riesce mai a spiccare definitivamente il volo. Ci riprovano ancora i lagunari, con una solida base di conferme e alcune aggiunte interessanti fra cui il tiratore McGee e il centro Hagins.
Alle spalle delle prime file, in posizione intercambiabile a seconda dell’incastrarsi dei fattori e delle contingenze, un nutrito drappello di outsider. L’Enel Brindisi di Meo Sacchetti è una mina vagante. Il coach nato ad Altamura ha scelto di scommettere su alcuni rookie nei ruoli chiave del quintetto: sul piatto ci sono potenziali crack chiamati a far vedere di cosa sono capaci. Interessante l’Auxilium Cus Torino di Vitucci targata Fiat. DJ White è una confermata certezza, Washington un innesto di valore che ben conosce il basket italiano, e sa leggerlo e giocarlo. Sotto osservazione anche la Varese del rimbalzista Anosike e di Maynor, giocatore che se in condizione è uno dei migliori registi del campionato. E c’è l’incognita Cantù, costruita da Gerasimenko per essere protagonista con le due torri Lawal e Johnson a difesa e sostegno di un roster competitivo, ma da scoprire.
E le altre? Le altre sono tutte fastidiose avversarie da battere. Da Cremona a Trento, stessa identità e roster rinnovati, passando per l’esperta Orlandina di Man-Drake, la Pistoia del rientrante Thornton e la nuova Pesaro griffata Piero Bucchi.
Un gradino sotto, probabilmente, la Pasta Reggia Caserta (il mercato della società campana è partita in ritardo causa cessione quote societarie) e la neopromossa Leonessa Brescia del veterano David Moss, Cenerentole per nulla scontate in un campionato che, Olimpia Milano a parte, sembra essere per nulla scontato. (g.d.)
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