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Il Lombardia va a Chavez Fabio Aru delude ancora

Il Lombardia va a Chavez Fabio Aru delude ancora

Il colombiano batte allo sprint Rosa, compagno del Cavaliere dei Quattro mori Per il sardo si chiude una stagione comunque importante, ricca di esperienze

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BERGAMO. Esteban Chaves batte allo sprint Diego Rosa e Rigoberto Uran ed entra nella storia del Giro di Lombardia. È la prima volta infatti che un corridore colombiano vince una Classica Monumento, è il primo non europeo a vincere al Lombardia. Delude invece Fabio Aru, arrivato attardato (11° a 1’26”) nel gruppetto degli inseguitori. Il Cavaliere dei Quattro mori, a caccia della seconda vittoria in una stagione avara (solo una tappa al Delfinato) chiude una stagione comunque importante e ricca di esperienze di cui far tesoro.

L'attacco decisivo per l'edizione numero 110 del Lombardia arriva sul Selvino. Chaves, Bardet e Uran saltano in testa, Rosa aspetta Aru e poi ottiene il via libera dal suo capitano per inseguire il trio, ripreso dal piemontese in solitaria poche centinaia di metri più tardi. Bardet si sfila nella rampa di Bergamo Alta, Rosa attacca a ripetizione e allo sprint è davanti fino a 20 metri dal traguardo quando Chaves lo scarta sulla sinistra. Rosa pochi istanti dopo scoppia in lacrime: una beffa troppo grande da digerire. «Ci credevo davvero - le parole di Rosa -, in volata partivo battuto e ho provato a partire lungo. Un vero peccato ma sarà per il prossimo anno».

Esteban Chaves, 26 anni da Bogotà, non dimenticherà facilmente questo 2016: in maglia rosa al Giro d’Italia poi chiuso al secondo posto e terzo alla Vuelta di Spagna davanti a Contador, il corridore colombiano della Orica-BikeExchange inseguiva ancora la grande affermazione in questa stagione e quale migliore occasione dell’edizione numero 110 del Giro di Lombardia.

Chaves ha fatto tesoro dell’esperienza a inizio carriera agli ordini di Claudio Corti: a Bergamo ha vissuto due anni e su quelle strade non poteva che sentirsi a casa. La sua vittoria è un piccolo capolavoro.

«Per me era un sogno poter vincere questa corsa - esulta Chaves - Non ci posso credere di aver vinto, è una classica monumento. Quando sono passato professionista mi sono trasferito proprio qui a Bergamo, conoscevo le strade. Nel finale ho provato a fare la differenza sul ciottolato ma mi hanno seguito, quindi ho controllato e mi sono giocato le chance in volata. Non è la mia specialità ma ho dato tutto e sono contento di avercela fatta».

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