L’Olbia cerca il colpo a Piacenza
I bianchi dopo la vittoria sul Livorno vogliono fare il bis al «Garelli», inespugnabile da tre stagioni
OLBIA. Nell’ambiente circola una considerazione: l’Olbia sarebbe la vera sorpresa del girone A della serie C. Questo perché è una matricola, perché ha dovuto costruire la squadra all’ultimo momento, dopo aver ottenuto il ripescaggio, e perché dopo sei giornate ha totalizzato 8 punti, posizionandosi al centro della classifica.
L’allenatore dei bianchi ha preferito non commentare quest’analisi, avanzata anche da alcuni siti specializzati. «È troppo presto, per fare questi ragionamenti. Magari è stato detto perché abbiamo battuto il Livorno» ha detto Michele Mignani.
Seguendo questa logica, la prova di oggi è un test attendibile: l’Olbia andrà sul campo del Piacenza, un’altra nobile decaduta, otto stagioni in serie A. Il Piacenza ha solo un punto in più dei bianchi, ma ha dalla sua il fattore campo: lì non si passa, da anni. Eccezion fatta per il successo dell’Alessandria alla quinta giornata (che ieri in una cronaca avevamo per errore dimenticato di ricordare), il Piacenza in casa non perde dal febbraio del 2015, quando era ancora in serie D, campionato che ha vinto la stagione scorsa. Su questa impenetrabilità del Garelli, Mignani ha ovviamente messo più volte l’accento, spiegando, alla vigilia della trasferta, che «sarà una partita durissima, per noi, contro un avversario che sul suo campo ha numeri importantissimi» e che è reduce dalla vittoria a Cremona.
Non sembrava un ragionamento per mettere le mani avanti, quello di Mignani. Anzi, l’ha fatto per caricare ancora di più la sua squadra, l’Olbia chiamata, questo sì, a dimostrare di aver compreso i benefici dell’effetto Livorno.
La vittoria di sette giorni fa contro gli amaranto, per il tecnico olbiese, può essere utile per prendere consapevolezza dei propri mezzi, ma può essere pericolosa se ciò alimenterà presunzione.
Una questione psicologica, dunque: Mignani, con i suoi ragazzi, ha lavorato molto in settimana su quest’aspetto. E i giocatori sembrano aver capito. Tanto che Alessio Murgia, il baby trequartista erede di Andrea Cossu, ha detto candidamente che l’Olbia va a Piacenza per vincere. Linea un po’ corretta da Mignani l’indomani: a giocarsela, ha spiegato l’allenatore, perché l’Olbia può giocare alla pari con tutte le squadre.
Tanti modi di vedere una stessa partita che, comunque, ha un alto valore: si vedrà che Olbia è, che Olbia può essere, in questo campionato.
Sul fronte della rosa, c’è da dire che Ragatzu, debilitato dall’influenza che non gli ha permesso di allenarsi con costanza, dovrà ancora rinviare il suo debutto da titolare. La coppia d’attacco dovrebbe essere la stessa: Capello-Kouko. Non è ancora disponibile Feola per il centrocampo, settore in cui le alternative non mancano. Imbarazzo della scelta in difesa.
Il Piacenza dovrebbe giocare con il 4-3-3: Miori; Di Cecco, Silva, Pergreffi, Agostinone; Cazzamalli, Taugourdeau, Barba; Titone, Razzitti, Franchi. (g.pi.)
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