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Quell’arma in più chiamata Guaita

Quell’arma in più chiamata Guaita

L’esterno dell’Arzachena protagonista di un’altra gara impeccabile

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ARZACHENA. Non ha segnato, ma sicuramente è risultato il migliore in campo nella gara vinta dall’Arzachena contro l’Aquila. Leandro Guaita sta vivendo in Costa Smeralda una stagione fantastica. Domenica dai suoi piedi sono partiti i maggiori pericoli per la difesa de L’Aquila e dalle sue giocate sono nati i cross che Andrea Sanna ha finalizzato con le due reti che hanno regalato alla squadra smeradina il primato solitario nel girone G della serie D.

«Abbiamo conquistato – questo il commento di Leandro Guaita – un grande successo contro un avversario molto forte. Stiamo giocando molto bene e i risultati sono evidenti. Sono entrato in un gruppo fantastico e mi sono ambientato subito e insieme a tutti gli altri stiamo cercando di fare quello che ci chiede il mister. Senza dimenticare che l’obiettivo primario che ci ha chiesto la società è la salvezza. Dobbiamo arrivarci il prima possibile e devo dire che siamo partiti bene»

E’ già la seconda partita consecutiva in casa che prendete gol e immediatamente dopo riuscite a riportarvi in vantaggio.

«E’ un buon segno. Sta a significare che non ci demoralizziamo per un gol subito e anzi facciamo di tutto per riportarci subito in vantaggio. Anche contro l’Aquila abbiamo dimostrato di fare un buon calcio. Davanti creiamo tantissime palle gol e dietro difficilmente rischiamo. Sinora abbiamo preso solo due gol in campionato: contro il Latte Dolce c’è voluto un liscio di un compagno di squadra per consentire agli avversari di andare in rete, mentre contro l’Aquila abbiamo fatto tutto da soli con una sfortunata autorete».

Dopo cinque giornate, siete in testa alla classifica in solitudine, dopo la gara ha guardato la classifica?

«No, me lo hanno detto gli altri. Sono passate soltanto cinque giornate e ci sono ancora da giocare 29 partite. Nopn possiamo dimenticare che il campionato è soltanto all’inizio e che il valore delle squadre ancora non è così evidente».

A proposito di valore del girone, si aspettava le vittorie del Lanusei contro il Rieti e del Muravera ad Avezzano?

«Sinceramente no, ma questo sta a significare che ancora ci sono squadre che non si erano espresse al meglio.Lo dimostrano queste due vittorie di due squadre che nelle prime quattro giornate avevano raccolto soltanto un punto. E davanti a loro avevano due squadre che puntano decisamente in alto».

L’altro successo isolano della quinta giornata è quello della Nuorese ad Albano Laziale contro l’Albalonga, chi stava tifando?

«Speravo in un pareggio, si trattava di una sfida tra due squadre dove ho giocato e dove mi sono trovato bene in entrambe le circostanze».

Domenica in tribuna era presente Mario Petrone, un allenatore che ti ha allenato a Nuoro e a San Marino e che ti stima tantissimo.

«La cosa è reciproca, con il mister ho trascorso due anni splendidi, mi ha fatto piacere che sia venuto per vedere la squadra battere l’Aquila. Sono contento anche perchè ho disputato una grande partita. Lo saluto e gli mando un grosso in bocca al lupo per la sua carriera da allenatore».

Paolo Muggianu

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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