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Difesa ballerina della Ferrini, il Calangianus ne fa 4

CAGLIARI. Una Ferrini troppo sbadata in difesa per essere vera viene surclassata dal Calangianus che si impone per quattro reti a uno al termine di novanta minuti contraddistinti dalle macroscopiche...

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CAGLIARI. Una Ferrini troppo sbadata in difesa per essere vera viene surclassata dal Calangianus che si impone per quattro reti a uno al termine di novanta minuti contraddistinti dalle macroscopiche incertezze degli uomini di Giordano dalla trequarti in giù. Il Calangianus, dal canto suo, non ha sbagliato praticamente nulla. Compatto e concentrato davanti all’estremo difensore Murgia, caparbio e dinamico nel reparto nevralgico del campo e, soprattutto, cinico e spietato in fase realizzativa. Mattatore dell’incontro Senes, due gol e una prestazione assolutamente da incorniciare. Ma andiamo con ordine. I padroni di casa scendono in campo con il consueto 3-5-2. Argiolas N. e Sitzia sono gli esterni difensivi, con Fiori-Piselli e Bonu al centro della Maginot. In avanti il tandem Podda-Argiolas, supportato dal fosforo di Dessì e la frizzante esuberanza tecnica di D’Agostino sulla sinistra. Il Calangianus risponde con un 4-4-2 solo sulla carta abbottonato. Pulina e Senes, infatti, sono i terminali offensivi di una compagine che si rende spesso imprevedibile grazie alle incursioni inaspettate dei centrocampisti. La Ferrini inizia le ostilità timidamente: si fanno vedere prima Dessì e poi Argiolas. Entrambi non inquadrano lo specchio della porta difesa da Murgia. Alla mezz’ora, solita rimessa laterale lunga di Dessì con Piselli che di testa non centra il bersaglio. Al 37’ al primo vero affondo, passa in vantaggio il Calangianus. Troppo larghe le maglie della difesa blucerchiata al limite dell’area. Ne approfitta Bruno che mette dentro con un destro secco e preciso. Passano appena due minuti e l’undici giallorosso perviene al raddoppio. La retroguardia di casa dorme, retropassaggio di testa troppo accademico di Argiolas N. e per Senes è un gioco da ragazzi mettere dentro a fil di palo con Galasso incolpevole. La Ferrini ha un sussulto d’orgoglio a due minuti dalla fine della frazione. Muroni stende in piena area Argiolas F. L’arbitro non ha dubbi e concede la massima punizione che lo specialista Dessì trasforma con un tiro forte e centrale. Uno a due. In pieno recupero, applausi per Galasso che in uscita sventa una minaccia griffata Muroni. Il copione della gara non cambia nella ripresa. Già al 2’, ancora disordine e disattenzione nella retroguardia della Ferrini. Retropassaggio da brividi di D’Agostino con nessun compagno che interviene; si insinua tra le linee il solito Senes che, dopo essersi incuneato per vie centrali, non lascia scampo ad un esterrefatto Galasso. Tre minuti più tardi, la trappola del fuorigioco blucerchiata non funziona per il verso giusto e Galasso è costretto ad atterrare Senes in area di rigore. Penalty contestato che Pulina trasforma con un bolide centrale.

Matteo Cabras

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