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Marino felice, fra elogi e una critica

Marino felice, fra elogi e una critica

Il presidente: «Un voto ai bianchi? Sette. I tifosi? Contestare sì, insultare no»

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OLBIA. Spirito di gruppo, voglia di lottare, unità di intenti. Qualsiasi datore di lavoro vorrebbe queste qualità nei suoi dipendenti. Il calcio professionistico non deroga a queste regole, così il presidente dell'Olbia, Alessandro Marino, stringe mani e accarezza le certezze di una squadra che lo è per davvero e non solo nella distinta dell'arbitro. «Questa partita, se ce ne fosse ancora bisogno, rivela una volta di più le qualità di questo gruppo di ragazzi, perché abbiamo vinto da squadra e dobbiamo esserne orgogliosi - conferma il presidente -. Mi è ovviamente piaciuto il secondo tempo in cui abbiamo ribaltato la partita, ma devo dire che la squadra mi ha abituato a queste reazioni».

Anche in una giornata positiva, o forse a maggior ragione, arriva una bacchettata a qualche mugugno di troppo in tribuna. «Il primo tempo abbiamo avuto un approccio molle alla gara, dunque ci può stare una legittima critica e la contestazione del pubblico - precisa Marino -. Ma deve sempre esserci l'educazione, non accetto in nessun modo gli insulti». Una giornata talmente positiva che si può sorvolare anche sull'espulsione di Cossu, arrivata a pochi secondi dal fischio finale, con il capitano che ha gettato a terra la fascia uscendo dal campo. «Cossu è il capitano e il condottiero di questa squadra, credo in quel momento abbia voluto dare una scossa - spiega il numero uno della società -. Essere espulsi fa parte del gioco, speriamo salti solo una partita». Si chiude con il classico voto alla squadra. «Primo tempo da 5,5 e secondo da 9». (g.m.)

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