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Prima lezione per la Dinamo ma il gruppo è in crescita

di Andrea Sini
Prima lezione per la Dinamo ma il gruppo è in crescita

La sconfitta di sabato sera a Bologna contro Reggio Emilia lascia l’amaro in bocca Tanti spunti interessanti per coach Pasquini, che ora attende segnali da Lacey e Carter

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BOLOGNA. Stesse maglie, stesse emozioni, sempre finali da infarto. Molti degli attori principali sono cambiati, ma la sfida tra Dinamo e Reggio Emilia porta con sè una certezza: mai dare nulla per scontato. Il confronto di sabato sera al PalaDozza di Bologna è finito nel modo più amaro per i sassaresi di Federico Pasquini, battuti in volata dopo avere posto solide basi per la vittoria nei primi 20 minuti di gioco.

Il rimpianto. Palleggiarsi sui piedi a 23 secondi dalla sirena, come ha fatto un Carter già decisamente opaco, è qualcosa che può sempre capitare, come ha sottolineato a caldo il coach della squadra biancoblù. E può capitare anche di sbagliare un tiro libero decisivo a 12” dalla fine del match, come accaduto a Johnson Odom, dopo essere stato nettamente il migliore in campo. Non è su questi due episodi fortunati che la Grissin Bon ha costruito la propria vittoria (semmai sulla prodezza in semigancio di Polonara per l’80 pari a 40” dalla sirena), ma vista dall’ottica del Banco i momenti decisivi sono stati proprio questi. Il tutto solo per sottolineare come, nonostante le enormi difficoltà difensive del secondo tempo (56 punti subiti in 20 minuti), la vittoria era comunque ampiamente alla portata del gruppo di Pasquini, al quale nei momenti difficoltà è mancato come il pane l’apporto in difesa dell’infortunato Devecchi..

La sostanza. Le cifre finali dicono sostanzialmente che le due squadre si sono equivalse al tiro (entrambe intorno al 50% complessivo), negli assist (15 a 17 per la Dinamo) e nel rapporto tra palle perse e palle recuperate (5-14 Reggio Emilia, 6-13 Sassari). Sono dunque i 6 rimbalzi in più conquistati dai biancorossi (ben 12 offensivi), a livello statistico, l’elemento che ha fatto spostare l’equilibrio dalla parte di Cervi e compagni. Che dopo l’intervallo hanno affrontato il match in maniera completamente diversa: prima di tutto aumentando la pressione difensiva (appena 15 punti concessi nel terzo periodo), e poi allontanando il fulcro del gioco dall’area colorata, dove nei primi 20’ le letture sugli aiuti avevano permesso al Banco di imbrigliare l’attacco reggiano, molto impreciso da fuori (appena 1/14). Aggiustata la mira dai 6,75, la Grissin Bon ha preso ulteriore fiducia, utilizzando le soluzioni dall’esterno dell’arco come arma letale per punire gli aiuti difensivi sassaresi e le praterie lasciate sul lato debole.

L’assetto. Nelle due gare di campionato giocate Pasquini ha scelto di partire con Lydeka in quintetto e in fin dei conti questo tipo di assetto si è rivelato per il momento il migliore. Il centro lituano non è un raffinato giocoliere ma neppure un semplice mulo da soma e si sta rivelando un’arma tattica molto interessante. L’altro centro, Olaseni, ha cifre da capogiro, in base ai minuti giocati, ma lo scarso minutaggio avuto sinora (13’ contro Varese, 15’ sabato al PalaDozza) dice chiaramente che coach Pasquini è ancora alla ricerca della chiave tattica per legarlo meglio al contesto di squadra, soprattutto a livello difensivo. Il “piano B”, ovvero l’assetto ribassato e maggiormente dinamico con Savanovic nel ruolo di centro e Sacchetti (o al limite Carter) a fare l’ala forte è andato alla grande nel precampionato e all’esordio contro Varese, mentre contro Reggio ha funzionato nell’ultimo quarto. Con davanti l’ultima settimana utile per curare certi dettagli, prima che partano i mesi di doppi impegni alternati campionato-coppa, vale assolutamente la pena di proseguire su questa strada. In attesa che anche due dei pezzi da novanta del quintetto base, Carter e soprattutto Lacey, riescano a trovare una continuità di rendimento accettabile all’interno delle partite: i due americani sinora hanno alternato sprazzi di gran classe a lunghissime pause, nelle quali restano sostanzialmente improduttivi.

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