Tiri in porta e chilometri percorsi: rossoblù nei primi posti
CAGLIARI. Il trittico da pelle d'oca, ma anche per gli avversari, arriva a passi da gigante. Domenica l'Inter a San Siro, poi la Fiorentina al Sant'Elia, quindi la gita all'Olimpico nell'infrasettiman...
CAGLIARI. Il trittico da pelle d'oca, ma anche per gli avversari, arriva a passi da gigante. Domenica l'Inter a San Siro, poi la Fiorentina al Sant'Elia, quindi la gita all'Olimpico nell'infrasettimanale con la Lazio. Il Cagliari di Rastelli alla prova del nove. Forte di un kit mica male: settima e ottava squadra della A per tiri in porta e chilometri percorsi. Dati che spiazzano chi parla di gruppo con poca propensione offensiva e zero pressing. E sulla qualità della corsa entrano in ballo assetto e interpreti.
Un assist per radiografare la squadra: l'intensità di assenze per infortunio è da film horror. Altro elemento buono per un team capace di prendersi dopo sette gare il record di punti in casa: 10 in sette gare (a -1 dall'Inter, per dire, e a -3 dalla zona Uefa) e a +4 dal terzultimo posto. Dati incoraggianti in un'annata battezzata da tutti come quella che deve mantenere la categoria.
Piazzamenti doc. La Juve (7,28 tiri a gara), guida la lista di chi tira di più nello specchio. Il Cagliari è dietro Roma (6,71), Torino (6,14), Napoli (5,71) e Genoa (5,33) con 4,85 bordate. In breve, prima di Lazio, Inter, Fiorentina. Se si parla di chi ha polmoni e muscoli, si scopre che il Napoli batte tutti con 8,83 km a partita. Il Cagliari, con 8,16, arriva dopo Empoli, Crotone e Genoa (8,74), Samp (8,69), Atalanta (8,42) e Roma (8,29). Dietro Tachtsidis e soci le tre da incontrare a breve ma anche big come Milan (6,63) e addirittura la Juve: 7,89.
La sfida. Ritmi da Champions in casa - tre successi e un pari -, deficitari lontano dal Sant'Elia. Anche in B accadde qualcosa di simile. Ma clima, obiettivo, avversari, organico e partite erano altra roba. Comunque sia, oltre Tirreno va migliorato il passo. Come ha sottolineato Tommaso Giulini, il gruppo è atteso dal test trasferta. "Male a Bologna e a Genova, inguardabili con la Juve”, la sintesi del pensiero del presidente. Ecco un'altra buona ragione per prendere i 90' di domenica al Meazza con la dimensione mentale più solida possibile. E un approccio da battaglia, umile e ponderato. Massimo Rastelli è chiamato al compito in classe: mantenere idea di gioco, possesso, gestione e attacco in velocità da assemblare con reparti stretti, raddoppi, spirito di sacrificio. Un mix indispensabile con una squadra capace di mettere ko la Juve e di perdere la faccia in Europa. Forse, proprio per questo molto temibile: anche perché i 53mila spettatori di media (record italiano) possono diventare la spinta giusta.
Il gruppo dimezzato. Con Inter, la Viola e la Lazio nel radar è duro ignorare delle assenze di Farias, Joao Pedro, Ionita, Capuano e Dessena. Parziale consolazione, il riavvicinarsi al gruppo di Storari. Ma, tenuto conto che sono tuttora in giro con le nazionali Tachtsidis, Alves, Murru, Barella e Isla (quest'ultimo sarà ad Asseminello venerdì), il dazio pagato in termini di esperienza, forza e qualità dai Rastelli boys, è immenso.
Mario Frongia
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