Tennis, Corrado Barazzutti a Olbia: «Porterò la Coppa Davis in Sardegna»
Intervista al Ct: «Torno sempre volentieri in questa terra. Non posso scordare la vittoria della Fed Cup a Cagliari»
OLBIA. «Una Coppa Davis a Olbia? Me lo auguro, sarebbe una grande opportunità per questa città. In ogni caso si deve puntare a ospitare un grande evento tennistico internazionale». Corrado Barazzutti, uno dei miti del tennis azzurro, capitano della squadra italiana di Coppa Davis, è stato l'ospite d'onore della Festa del tennis al circolo Tc Terranova di Olbia. Una bella giornata di sport, con un occhio al sociale e ai diversamente abili, con un contorno fatto da centinaia di bambini con in mano una racchetta da tennis. «Sono qui come rappresentante della federazione e ne sono felice, così tanti bambini che si avvicinano al nostro sport sono una iniezione di entusiasmo – spiega Barazzutti –. Sono iniziative da applaudire, anche perché sono sempre più spesso organizzate da dirigenti dilettanti che lo fanno per passione. Il vero motore del nostro tennis».
Dopo 15 anni alla guida della squadra di Fed Cup, con quattro titoli mondiali e dopo aver contribuito a costruire una generazione di fenomeni, da Flavia Pennetta a Roberta Errani, Barazzutti ha lasciato il timone a Tathiana Garbin. «Credo sia giusto lasciare dopo così tanti anni. Un ciclo si è esaurito fisiologicamente e si deve creare un ponte tra il presente e il futuro. Per costruire ci vuole il tempo ed era giusto arrivasse qualcun altro: in questo caso Tathiana Garbin mi sembra la scelta più giusta». Proprio alla Sardegna, a Cagliari in particolare, è legato uno dei ricordi più belli di Barazzutti da capitano delle ragazze di Fed Cup: la vittoria contro la Russia nella finale mondiale del 2013. Come sardo è il presidente della Federazione, Angelo Binaghi, che punta molto sull'attività dei circoli, come il Tc Terranova di Olbia, per ampliare la base giovanile del tennis. «Credo che Binaghi abbia cambiato la faccia del tennis italiano – conferma uno dei "moschettieri" del tennis azzurro, vincitore della Coppa Davis nel 1976 –. Abbiamo iniziato 16 anni fa insieme un percorso che, grazie a un lavoro certosino, credo abbia portato la federazione italiana a conquistare risultati sportivi straordinari. Soprattutto con le ragazze della Fed Cup abbiamo raggiunto i vertici dello sport agonistico a livello internazionale, ma penso anche agli uomini con una semifinale di Davis. Poi il Foro Italico, con gli Internazionali d'Italia che rappresenta uno dei tornei più importanti del circuito e produce utili a livello economico».
Un movimento in costante ascesa che guarda al basso, partendo proprio dai circoli e dalle scuole tennis. «Il centro tecnico federale di Tirrenia e la Scuola per maestri di tennis ci stanno dando grandi soddisfazioni – sottolinea Corrado Barazzutti –. Poi credo che la televisione della federazione sia un investimento importante»
Per chiudere, la domanda delle domande. L'Italia aspetta da 40 anni l'erede di Panatta e Barazzutti, un giocatore capace di vincere il Roland Garros o tagliare il traguardo delle semifinali di una prova dello Slam. «Tra le ragazze ci sono state e ci sono delle campionesse, non solo brave giocatrici – conclude Barazzutti –. Per esserlo bisogna avere qualcosa in più e speriamo di scoprirlo anche dagli uomini. Ci vuole tempo, ma credo che Fognini sia un campione e anche Seppi e Lorenzi hanno grandi qualità».
Giandomenico Mele
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