Giulini e Sau: «Viviamo un momento fantastico»
Il presidente e il bomber tirano il freno a mano: «Pensiamo alla salvezza. Rastelli? Un fuoriclasse»
CAGLIARI. San Siro, Icardi e Moratti. Ma anche Gullit e Van Basten. Tommaso Giulini vola leggero nel dopo exploit dei rossoblù di Rastelli al Meazza. «Sono felicissimo. A San Siro ci sono cresciuto, in curva da ragazzino e ho fatto anche il raccattapalle: ero nelle giovanili del Milan e guardavo Gullit e Van Basten. E sono stato otto anni nel cda dell'Inter: vincere a San Siro è stata un'emozione incredibile. Ci sono riuscito due volte, sono il presidente del Cagliari che lì ha vinto di più».
Il patron vola basso: «Pensiamo alla salvezza e allo stadio nuovo: lavoriamo per averne uno provvisorio entro agosto, stile Is Arenas, senza barriere. Poi variamo un nuovo impianto entro il 2020: vorremmo una cittadella sportiva. Agli altri sogni ci penseremo l'anno prossimo». Pacato, divertito e battagliero: «Si è parlato poco della nostra impresa e tanto dei problemi dell'Inter. Rastelli? Un fuoriclasse. Di Borriello - dice il patron a Sky - me ne parlava il ds Capozucca. Pensavo a un profilo più giovane, poi mi hanno convinto. Siamo stati fortunati perché ha accettato, presto tornerà in Nazionale. L'ingaggio? Come tanti ragazzi meno titolati ma ha un bonus per ogni gol segnato».
Si parla di Icardi: «A 23 anni si deve sudare la maglia tutte le domeniche, un'autobiografia a quell'età è precoce anche per uno con le sue qualità. Moratti? È un campione come Ronaldo e Messi. Quando parte uno di questi è dura chiedergli di tornare». Si ripassa in Sardegna. Il patron non ha dubbi: «Rappresentiamo un'intera regione, puntiamo al modello Sassuolo, con tanti giovani e italiani. A Cagliari l'ambiente è splendido, c'è armonia tra squadra, società e tifosi. La fascia da capitano? Da Storari a Marco Sau, in modo condiviso da tutti. Poi, sono arrivate tre vittorie, dunque, una scelta giusta».
Sau alla riscossa. «Attraversiamo un gran momento, anche al di là della vittoria con l'Inter. A San Siro abbiamo festeggiato nello spogliatoio, in aereo meno, eravamo pochi e stanchi. Ricordo i selfie di Salamon». Marco Sau ieri a Radiolina. Passo indietro. «A Foggia e Castellamare è andato tutto bene. La condizione fisica è fondamentale. Se non sto bene faccio difficoltà ad esprimermi anche mentalmente. Talvolta ho stretto i denti e qualche volta ho sbagliato. Non siamo delle macchine».
E il Cagliari? «Pensavo di far bene per tornare. Ricordo il riscaldamento nella partita della Roma finita 2-2. C'era Giampaolo». E il presente? «La vittoria con l'Inter ha un valore pazzesco. Rastelli? Ha gioito come un matto».
Mario Frongia
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