Melchiorri e Salamon, che festa «L’umiltà la nostra arma in più»
CAGLIARI. «Se fossi il mister tra me, Sau e Borriello, mi lascerei fuori. La risposta è facile». Risate. Federico Melchiorri, genuinità che rallegra. Il centravanti del "gol e mezzo" a San Siro ("Me...
CAGLIARI. «Se fossi il mister tra me, Sau e Borriello, mi lascerei fuori. La risposta è facile». Risate. Federico Melchiorri, genuinità che rallegra. Il centravanti del "gol e mezzo" a San Siro ("Me ne hanno dato solo uno, pazienza"), si gode l'attimo. Con spirito positivo. Allo Store del Cagliari è lui la stella: «Tengo i piedi per terra, nel calcio oggi sei al top, domani vai in tribuna. Penso a dare il massimo. Poi, si vedrà».
Il numero 9 viene travolto da applausi, richieste di selfie, autografi. La tifoseria nel Largo Carlo Felice regala entusiasmo. «La partita con l'Inter è stata importante ma non mi ha cambiato la stagione. Il mister mi ha fatto giocare ma so che il posto devo conquistarmelo in allenamento». Melchiorri torna sui viola. «Sento ancora qualche fastidio al ginocchio operato, ed è normale. Ero fermo sei mesi, il recupero dopo aver giocato 90' non è rapido. Tenuto conto che mercoledì si gioca con la Lazio, non so se l'allenatore mi farà giocare. Cosa cambia tra Borriello e Sau? Con Borriello prima punta sono più libero, posso puntare la profondità. Con Sau devo dialogare di più». Analisi onesta. Roba rara in un mondo in cui per una manciata di minuti si è capaci di tutto o quasi.
Melchiorri parla di Borja Valero&Co: «Hanno una classifica che non rispecchia il loro valore. In attacco sono forti, non credo vengano al Sant'Elia in gita. Contromisure? Lavorando duro per limitarli e infilarci nelle criticità». Il bomber (2 reti in due gare) scaccia con un'alzata di spalle l'idea azzurra: «Pensiamo alla Fiorentina. L'Italia la guardiamo in tv quest'estate».
Dal maceratese che tutte le mamme vorrebbero avere per genero a Bartozs Salamon. «Stare fuori fa parte del gioco. La forza del Cagliari fin dall'anno scorso è stata nel gruppo forte e coeso. In B giocavo sempre e percepivo con grande piacere la gioia dei compagni che stavano fuori. Adesso - dice il difensore - devo lavorare al massimo per farmi trovare pronto». Salamon ha di fronte Alves e Ceppitelli. La strada pare chiusa. Eppure, sorride sempre ed è tra i primi a balzare per aria dalla panca. «Siamo tutti sullo stesso piano. La mentalità? In B eravamo obbligati a vincere per risalire. Ora servono punti per salvarci. Andiamo ovunque con un'idea di gioco propositiva e tesasempre alla vittoria».
Per il gigante (196 centimetri) il mancato impiego in A si è tradotto con la mancata convocazione con la Polonia. «Sì, ci penso. Ho fatto parte della rosa degli Europei in Francia e ho giocato le qualificazioni per i mondiali, nell'ultimo turno non mi hanno chiamato. Tutto passa da Cagliari: devo proseguire con il lavoro. E arriverà anche la nazionale, ne sono sicuro».
Salamon e Melchiorri mostrano il nuovo album delle figurine lanciato dalla società di Giulini. Cinquantadue pagine ben ideate per accompagnare prima squadra, storia e personaggi. Il mondo rossoblù cresce. I tifosi gongolano. Per la punta e il difensore, un altro quintale di autografi da fare. Per loro è un piacere.
Mario Frongia
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