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Tracollo del Cagliari all’Olimpico

di Roberto Muretto
Tracollo del Cagliari all’Olimpico

La Lazio fa un solo boccone dei rossoblù che da ieri hanno la peggior difesa del campionato

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INVIATO A ROMA. Un'altra batosta (4-1). Pesante, pesantissima. Alla Lazio sono stati sufficienti 29' per mettere la partita in ghiaccio. Keita ha aperto le danze, Immobile ha chiuso i conti con una doppietta (un gol su un generoso rigore, un altro lo sbaglia Borriello) e Felipe Andreson ha messo la cilegina sulla torta. Il Cagliari va ancora una volta alla deriva nel primo tempo, commettendo una serie di errori diventati ormai una costante. Un'altra volta (era già successo con Genoa, Juventus e Fiorentina) si è spenta la luce e per gli avversari è stato come andare a nozze. Non è un problema della difesa se il Cagliari è la squadra più "bucata" del campionato. E' un discorso che coinvolge tutti i reparti. Alle prime difficoltà si perdono le distanze, vengono concessi spazi e troppi uno contro uno. Un atteggiamento che in serie A equivale a un suicidio. Eppure dopo lo svantaggio i rossoblù hanno avuto una reazione e sono andati due volte vicinissimi al pareggio. Ma non hanno concretizzato e hanno pagato dazio. Troppo poco per sperare di uscire dall'Olimpico senza danni. Se un indizio non fa una prova, quattro sono più che una certezza. La squadra non riesce a stare per tutti i 90' con la testa dentro la partita. Ha lunghi momenti di amnesia nei quali gli avversari fanno quello che vogliono. E le gare diventano quasi un incubo. Il presidente Giulini voleva almeno tre punti dalla sfide con Inter, Fiorentina e Lazio. E' stato accontentato ma dopo le ultime due sonore sconfitte, con le gare già decise dopo il primo tempo, il suo umore è pessimo.

Rastelli cambia. Come annunciato sono quattro le novità nella formazione del Cagliari rispetto al match con la Fiorentina. Ma non una per reparto come il mister aveva detto. Due sono in difesa: Bittante rileva Pisacane, Ceppitelli (che torna dopo l'influenza) Salamon. Cambia il trequartista: Di Gennaro lascia il posto a Barella. In attacco c'è spazio dal primo minuto per Melchiorri che fa coppia con Borriello. Per la prima volta in stagione Sau parte dalla panchina. Simone Inzaghi schiera una Lazio molto offensiva. Un 4-3-3 con Felipe Anderson e Keita esterni, Immobile punta centrale. A centrocampo c'è Lulic con Parolo e Cataldi che fanno da schermo davanti alla difesa. Tra i pali c'è l'ex Marchetti.

Doccia gelata. La partita comincia subito in salita per i rossoblù. E' grave il modo in cui nasce il vantaggio della Lazio. Basta un lungo rilancio, Bittante deve vedersela da solo contro due avversari, l'azione prosegue, si crea un due contro quattro che rende tutto facile per Keita che in area ha il tempo di controllare il pallone e piazzarlo nell'angolo opposto. Ancora un'ingenuità, ancora un gol subito lasciando praterie per le ripartenze avversarie. Il Cagliari accusa il colpo, soffre, fa fatica a costruire il gioco. Keita fa quello che vuole sulla corsia di destra, Isla non raddoppia mai e costringe il compagno agli straordinari. Si ha la sensazione che la squadra di Simone Inzaghi abbia più "fame".

Razione. Il Cagliari sembra riprendere in mano le redini della gara. Tanto che in un 1' ha due occasionissime: prima con Borriello (palla a fil di palo) e dopo con Melchiorri che spara alto da buonissima posizione. I rossoblù non concretizzano e vengono puniti. Immobile cade in area, Ceppitelli tocca il pallone, ma l'arbitro indica generosamente il dischetto. Lo stesso Immobile trasforma. Per i rossoblù ora c'è da scalare l'Everest. La scalata diventa ancora più complicata quando Barella e Padoin la combinano grossa, consentendo a Immobile di lanciarsi verso la porta e fare tris. Dopo 29' la gara è già finita. Non è la prima volta che succede. I black out sono ormai una costante.

Il ritorno. Dopo 10' della ripresa Daniele Dessena torna in campo a undici mesi (27 novembre scorso) dal grave infortunio. E' l'unica buona notizia (oltre all’autogol di Wallace che regala ai rossoblù la rete della bandiera) di una serata da dimenticare in fretta, magari mettendo a fuoco, per con ripeterli, i tanti errori commessi. Il secondo tempo è solo accademia. La partita non ha più nulla da dire, anche se Borriello trova il tempo di sbagliare un rigore. il Cagliari non ha la forza per tentare una reazione, mentre la Lazio fa scorrere il cronometro. Si torna a casa a testa bassa e con tanti problemi da risolvere. Lunedì al Sant'Elia arriva il Palermo. Siamo tornati indietro di qualche settimana: i rossoblù non possono sbagliare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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