Favola Dessena. «Sto vivendo un sogno»
Le emozioni del capitano del Cagliari dopo la doppietta al Palermo: «Non so come sdebitarmi per tutto questo affetto»
INVIATO A CAGLIARI. Non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime. Troppo grande l’emozione provata per la doppietta che ha rilanciato il Cagliari. Già in campo Daniele Dessena aveva gli occhi lucidi, nello spogliatoio si è lasciato andare a un pianto liberatorio. Più o meno come fa un bambino che ritrova un giocatolo che aveva perso. Il capitano ha ripassato in un attimo undici mesi durissimi, durante i quali ha fatto enormi sacrifici per tornare quello prima del grave infortunio del 27 novembre scorso. A Brescia, un intervento scomposto di Coly, l’urlo di dolore e la corsa in ospedale per una diagnosi impietosa: frattura di tibia e perone. L’operazione e la lunga, interminabile, riabilitazione.
«Non so come posso ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini in questi mesi - le parole del centrocampista -. Dai compagni, alla dirigenza, alla mia famiglia. Un nome, però, voglio farlo, quello del professor Ibba. È’ stato come un padre, mi ha seguito con una dedizione incredibile. Ho avuto momenti di sconforto e lui ha sempre saputo trovare le parole giuste per tirarmi su. Condivido con lui questa grandissima gioia».
È passata da poco la mezzanotte quando nella “pancia” del Sant’Elia Dessena rivive le emozioni di una serata che non dimenticherà. È assediato da microfoni e taccuini ma non si tira indietro, risponde e abbraccia tutti. «I nostri tifosi sono meravigliosi - aggiunge con un largo sorriso -. L’habitat naturale di questa città è la serie A e noi abbiamo il dovere di restare in questa categoria. L’affetto che ho percepito nei miei confronti è qualcosa che non è possibile descrivere con le parole. Sto provando sensazioni belle, che in campo mi hanno quasi tolto il fiato».
Non racconta le feste che i compagni gli hanno fatto nello spogliatoio. Ma dal primo all’ultimo lo hanno abbracciato, riempito di complimenti. Erano tutti felicissimi perchè sanno quello che il loro compagno ha passato. Anche quelli che la scorsa stagione indossavano un’altra maglia. «Mi sono emozionato tantissimo - continua Daniele Dessena -. Nella mia mente sono tornate le telefonate quotidiane di Storari che mi incoraggiava e diceva che avrebbero vinto il campionato per me. Lo hanno fatto. Ora tocca a me sdebitarmi e i gol di oggi sono niente per tutto quello che ho ricevuto. Dal presidente a tutti i collaboratori della società mi hanno fatto sentire importante. Questo mi ha fatto raddoppiare le forze per recuperare prima possibile. Rinunciare alle vacanze è stato il minimo. Volevo tornare prima possibile. Ora sto bene e darò, come sempre, tutto per questa maglia. Lo sapete, me la sento cucita addosso».
Un pensiero al figlio Tommaso che ha seguito la partita dalla tribuna. «Non c’è bisogno che lo chiami - si affretta a dire il capitano del Cagliari -, è qui e non vedo l’ora di abbracciarlo. Adesso vado da lui, mi sta aspettando». Gli occhi tornano a essere lucidi, l’emozione è ancora viva.
Le parole dette da mister Rastelli confermano la stima di cui il giocatore gode. «Siamo felici per lui dice l’allenatore -. Mi era piaciuta la mezz’ora che ha giocato all’Olimpico e ho pensato di inserirlo dall’inizio. So quanto ha sofferto Daniele l’anno scorso e quanto ci teneva a tornare in A dopo una retrocessione. E’ stato giusto premiare il lavoro massacrante che ha svolto per recuperare al più presto». Una scelta non azzardata ma meditata, che ha sorpreso un po’ tutti. Forse anche lo stesso Dessena. «Quando il mister mi ha detto che avrei giocato dall’inizio - conclude - ho avuto quasi una scossa. Paura? No, solo voglia di fare bene e dare il massimo. È’ andata bene, ho segnato due gol. Una serata magica, speciale, che dedico a chi mi è sempre stato vicino».
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