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Dinamo “cattiva”, Charleroi al tappeto

di Andrea Sini
Dinamo “cattiva”, Charleroi al tappeto

Netta vittoria interna dei sassaresi contro il team belga

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SASSARI. Al palazzetto non si passa. Anzi, si rischia di farsi parecchio male. La marcia della Dinamo continua a basarsi sul fattore PalaSerradimigni: i sassaresi di coach Pasquini vincono anche il secondo match interno della Champions League, superando la Proximus Spirou Charleroi per 95-75. Il ko di una settimana fa in Ungheria è alle spalle, ora si guarda già alla tripla trasferta in arrivo: sabato a Pistoia, martedì ad Atene, domenica prossima a Milano.

I momenti chiave. Non tragga troppo in inganno il punteggio finale, perché se i biancoblù (in tenuta biancoverde da coppa) hanno condotto per quasi tutti i 40 minuti, i belgi hanno alzato bandiera bianca soltanto in vista del traguardo, dopo essere riusciti a risalire dal -13 di metà secondo quarto (23-16) al +1 del 23’ (39-40), prima di venire travolti dalla vena torrenziale dell’attacco sassarese: con 60 punti segnati nel secondo tempo (contro 43) la Dinamo ha infatti chiuso ogni discussione. Charleroi reduce da due batoste interne, -17 con il Besiktas e -22 contro l'Aek Atene, con appena 62 punti di media, si è mostrata una squadra tosta. La migliore Dinamo a livello difensivo si è vista a cavallo tra i primi due quarti: dopo un break di 0-7 (8-11 al 7’), la squadra di Pasquini ha concesso ai belgi la miseria di 2 punti in 8’45”, segnandone 18 e portandosi sul 26-13. Il tutto con il campo il “secondo quintetto”, dopo che l’avvio con Johnson Odom, Lacey, Carter, Sacchetti e Lydeka non era stato soddisfacente. Tutta la differenza, nella prima metà di gara, è nelle palle perse dallo Spirou (ben 11), che però aveva tirato meglio da 2 e da 3 e dominato a rimbalzo (11-18 al 20’). Dopo il 35-32 dell’intervallo (Charleroi riusciva a risalire sino al +1 prima di incassare in risposta il rabbioso 20-3 della Dinamo, che è riuscita a giocare di squadra in difesa e ad ottimizzare le fiammate offensive dei singoli.

La partita. Pasquini sceglie di mandare in quintetto Sacchetti come quattro, a supporto di Lydeka, insieme a Johnson Odom, Lacey e Carter, ma di fatto “sbaglia formazione”. I correttivi, con l’ingresso di Stipcevic, Savanovic, Olaseni e Monaldi permettono alla difesa di girare a tutta: Stipcevicsegna 4 punti di fila, La zona dei belgi inizia a imbarcare acqua, e le triple di Lacey e Monaldi completano un contro-break di 10-0 e chiudono il primo quarto sul +7, 18-11. Ancora Stipcevic e Monaldi difendono alla grande e innescano Savanovic, che con due canestri in contropiede e una schiacciata fa volare i suoi a +13 (26-13). Charleroi torna a vedere il canestro dopo una vita e sui tiri dai 6,75 costruisce pazientemente la rimonta: la Dinamo spadella da fuori e fa tanta fatica per nulla, perché all’intervallo è “solo” 35-32. Charleroi decide ancora di giocarsi le sue carte dai 6,75: Richardson impatta a quota 35, Libert mette la freccia sul 39-40 al 22’. La Dinamo non si scompone e decide di cambiare ancora passo: Lacey, Carter e Johnson Odom danno la scossa e a metà quarto è +9 (49-40). In attacco è il momento di Djo: 59-43 al 16'. Richardson continua a bombardare e alla terza sirena è +9, 63-54. Si gioca tanto sulla linea dei 6,75: Savanovic e Stipcevic infilano due triple a testa e a 5’ dalla fine la squadra di Pasquini è ancora a +13 (81-68). Tutto finito? Niente affatto. Bowman e Davis colpiscono e a 2’49” Charleroi è a -7 (82-75). Qui c’è il capolavoro di Pasquini, che chiede timeout ma non tocca il quintetto, consegnando a Johnson Odom le chiavi della squadra: l’americano risponde presente con 11 punti uno in fila all’altro, tanta difesa e un paio di assist. Per lo Spirou si apre il baratro del -20, per la Dinamo è festa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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