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«Dovremo giocare a ritmi molto alti»

«Dovremo giocare a ritmi molto alti»

Rastelli indica la strada per fare male ai granata: «Serve intensità e sacrificio»

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CAGLIARI. «Cosa non dobbiamo fare con il Torino? Farci gol da soli, come contro la Lazio». Massimo Rastelli, a 24 ore dalla trasferta in casa granata, se la cava così. Il tecnico rossoblù rilancia: «Dovremo giocare da squadra ed essere bravi a soffocare le loro fonti di gioco. Proprio come abbiamo fatto con il Palermo che, per tattica e idee, resta una delle migliori partite. Significa stare attenti, leggere la partita, decidere cosa fare nei vari momenti».

Pratico e senza fronzoli. Anche nel liquidare gli accenni al settimo posto: «Sbaglia chi dice che ci aspetta una sfida ad alta quota. Il Torino è una grandissima squadra, più della Lazio, ha qualità immensa, flessibilità e dinamicità. Ha giocatori tecnici come Belotti, ha battuto Roma e Fiorentina e ha il carattere del suo allenatore. Non dimentichiamo la nostra dimensione, tra noi e loro è partita tra squadre di due pianeti diversi».

Umiltà e misura, elementi chiave per dare il massimo. Il match di oggi alle 18 è il quarto di un filotto faticoso: «Cinque giorni bastano per recuperare le energie fisiche. Ma quel che conta è l'aspetto nervoso, specie dopo quel che abbiamo passato mentalmente fino a lunedì- rimarca l'allenatore rossoblù, riferendosi ai ko con Fiorentina e Lazio -. Sappiamo, io in primis, dove abbiamo sbagliato ma guardiamo al futuro con fiducia e positività. Da sedici mesi siamo in linea con i nostri obiettivi. Allenatore e giocatori passano, il Cagliari resta. Quest'anno ne perderemo di più rispetto all'anno scorso, ma faremo in modo di perderne il meno possibile. Senza esaltarci per le vittorie e disperarci per le sconfitte. Serve equilibrio».

Si torna sulla trasferta in Piemonte. «Accorgimenti tattici? Ogni squadra, anche se il Torino gioca come Lazio e Palermo, interpreta il modulo a modo suo». Si passa ai singoli. «Barella? Giovane, talentuoso, ha coperto tutti i ruoli di centrocampo. Deve imparare ad essere duttile». Tra i 21 convocati ci sono Padoin («è stato fermo tre giorni, vedremo») e Farias: «Ha una buona base di lavoro, so che sarà utile qualora lo dovessi mettere in campo. Squadra che vince non si tocca? Forse, valeva l'anno scorso. Ora uso gli uomini adatti a ciascuna partita: il Torino è aggressivo e fa intensità. Se la gioca tra le prime sei».

Mario Frongia

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