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Fiducia e tranquillità la Dinamo cresce

di Andrea Sini
Fiducia e tranquillità la Dinamo cresce

Il successo di Pistoia fa bene all’autostima in vista di Atene

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INVIATO A PISTOIA. Se non viene a cercarti da sola, valla a prendere, caricala a bordo, convincila a restare e fa’ di tutto perché non se ne vada. Bentornata buona sorte, era da un po’ che non ti si vedeva.

C’è anche lo zampino della dea bendata nel primo successo esterno stagionale della Dinamo. Nell’infuocato finale del PalaCarrara i sassaresi si sono ripresi quanto lasciato due settimane fa in Ungheria, superando la The Flexx Pistoia in volata. In casa dello Szolnoki Olaj il ferro aveva beffato Tau Lydeka, presentatosi in lunetta per i tiri dell’overtime. Stavolta, nell’ultimissimo possesso della partita, prima il tiro di Moore e poi l’appoggio in tap-in di Crosariol (al quattordicesimo rimbalzo della sua serata) sono stati respinti dal ferro, trasformando in oro il canestro segnato 16 secondi prima da Dusko Savanovic e la tripla di Rok Stipcevic a 1’43” dalla sirena. Lo stesso ferro, una settimana fa, si era fatto ampio e disponibile per accogliere la palla scagliata da 25 metri dal pistoiese Petteway, sulla sirena prima dell’intervallo del match contro Varese.

Il caso e il merito. Questione di episodi, si dirà, perché in uno sport in cui la vittoria può essere decretata da mezzo canestro di differenza, la discriminante tra la grande impresa e la sconfitta deludente può essere davvero questione di centimetri. Ma la vittoria ottenuta sabato notte dai ragazzi di Federico Pasquini è meritatissima perché costruita nell’arco di tutti i 40 minuti, possesso su possesso, difesa su difesa. Il coach della Dinamo temeva da morire la possibilità che una serie di errori dei suoi accendesse la miccia di una squadra come Pistoia, che in casa viene letteralmente trascinata dai suoi tifosi. «In effetti questo si è verificato a cavallo tra il primo e il secondo quarto – ha commentato Pasquini, riferendosi al break di 14-0 incassato dai biancoblù in quel frangente –, ma per il resto della partita non abbiamo mai perso il filo». Impossibile contestare questa affermazione, perché in effetti il Banco ha accettato la sfida all’arma bianca ma ha avuto grande pazienza. Anche dopo l’ultimo allungo importante dei toscani (45-36 a metà del terzo quarto), la squadra non ha mai dato l’impressione di avere abbandonato il piano partita, né tanto meno di voler deporre le armi. Anche dopo le due palle perse da Lacey nell’ultimo minuto. Significativo anche il fatto che i giocatori che hanno messo la firma sulla vittoria, Stipcevic e Savanovic, non siano andati fuori giri dopo errori potenzialmente letali: il lungo serbo aveva fatto passi sul -1 a 4’50” dalla sirena; il play croato aveva perso banalmente palla a 3’ sul +2.

Non è tutto oro. Una vittoria esterna, per quanto meritata e sudata, fa morale e classifica ma non fa primavera: la Dinamo continua ad avere diversi problemi, come è normale che sia dopo poco più di un mese di stagione regolare. Il più evidente a occhio nudo è quello dei rimbalzi: sabato il gap è stato gigantesco (41-29, con l’incredibile cifra di 19 secondi tiri concessi a Pistoia): in parte si tratta della conseguenza di una scelta, quella di giocare con un quintetto più piccolo, aggressivo e dinamico; dall’altra la differenza è figlia di un problema strutturale: nè Lydeka, nè Savanovic sono lunghi da 10 rimbalzi di media, mentre Olaseni appare in piena involuzione: più la squadra cresce, più lui sembra un elemento completamente fuori contesto. È il caso di iniziare a rifletterci. La buona notizia, a livello di gruppo, è semmai il fatto che, a differenza dei ko di Bologna, Cantù e Szolnok, per la prima volta i sassaresi hanno conquistato la vittoria nonostante il confronto a rimbalzo sia stato negativo.

Resta nel limbo anche Josh Carter, che ha l’alibi del solito problema a un piede (sabato è stato recuperato in extremis), ma che ha già mostrato di avere un repertorio piuttosto limitato e di dipendere sin troppo dal modo in cui gira la squadra.

Verso Atene. Ieri la comitiva biancoblù ha svolto un allenamento leggero a Montecatini e soltanto oggi si imbarcherà su un volo con destinazione Atene. Domani sera nella capitale greca è in programma la sfida con l’Aek, valida per la quarta giornata della Champions league. Stasera Devecchi e compagni si allenaranno per l a prima volta nell’immensa Oaka, l’arena olimpica di Atene da 18 mila posti nella quale domani si svolgerà la partita con la formazione ellenica, che al momento ha gli stessi punti della Dinamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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