Pioli all’Inter: è ufficiale Oggi il primo allenamento
Ieri mattina la rescissione del contratto del tecnico con la Lazio, poi la firma Lo attende la difficile impresa di portare i nerazzurri in Champions League
MILANO. Comincia la missione di Stefano Pioli all'Inter: ieri è arrivata l'ufficialità con la rescissione del contratto con la Lazio e la firma con i nerazzurri fino a giugno 2018, oggi vivrà il suo primo giorno ad Appiano e domani ci sarà la presentazione. Il tecnico emiliano è stato scelto dal Suning al termine di giornate molto difficili e tese. La proprietà ha accolto l'opzione caldeggiata dai dirigenti italiani che volevano un allenatore con una profonda conoscenza del campionato italiano e in grado di prendere la squadra in mano sin da subito. In poche parole, l'esatto contrario di Frank De Boer, esonerato martedì scorso.
L'impresa di Pioli, nonostante la sua lunga gavetta, non è cosa semplice: l'Inter è nona in campionato con 17 punti ed è praticamente fuori dall'Europa. Ma, come dice Moratti, bisogna puntare alla Champions. Può essere lui l'uomo della rimonta, a cominciare dal derby di Milano. Pioli trova uno spogliatoio traumatizzato ma disponibile come aveva detto Stefano Vecchi, dall'altra parte la squadra di Montella è galvanizzata e ottimista. Il nuovo tecnico nerazzurro non è uno che si arrende facilmente: la scommessa fatta da Piero Ausilio e Giovanni Gardini potrebbe essere vinta. Una volta spenti i riflettori sul “casting”, chiusa la pagina polemica legata agli ultrà, esaurite le complesse procedure per il cambio in panchina, Pioli può lavorare con la calma necessaria.
Per prima cosa, dovrà ripristinare uno spirito di squadra cercando di risolvere alcuni casi e spegnendo eventuali mugugni già sul nascere. Con Antonio Candreva i rapporti non erano buoni: era stato proprio Pioli a negargli la fascia di capitano alla Lazio, ma questo non sembra essere più un problema. Dovrà anche gestire il sovraffollamento nello spogliatoio, una rosa di 29 giocatori con la presenza misteriosa di Gabigol. Eppure, rispetto ai tempi di De Boer, qualcosa è cambiato: la proprietà si è rafforzata con il Suning finalmente disponibile a fare scelte forti. Intanto, ha messo un suo uomo Jun Liu a fare da raccordo tra club e proprietà e a garantire una presenza costante. Insieme a lui resta anche Steven Zhang. Questo sembra indicare chiaramente la volontà di decidere e contare, di azzerare divisioni e ridurre distanze.
Altri cambiamenti sono attesi: la sostituzione di Bolingbroke (il cui posto nel cda è stato preso da Zhenyu Gong, con il Suning che consolida la propria maggioranza) non è definitiva. È infatti un incarico ad interim: i cinesi ci pensano senza escludere l'ipotesi di presenza italiana, forse un direttore generale con pieni poteri. L'ala indonesiana viene fortemente ridimensionata: dopo Bolingbroke, a giugno Thohir potrebbe dire addio. Resta in sospeso il ruolo di Moratti ma non è affatto scontato che l'ex presidente accetti un ruolo nell'Inter cinese.
Le vicende societarie progrediscono e migliorano con una leadership più certa. In questo contesto, Pioli può avere maggiori sicurezze anche rispetto a Mancini, costretto a dare forfait anche per le incertezze di management. Il tecnico emiliano firma un contratto fino al 2018 con la clausola – ormai standard – di risoluzione anticipata. Porta con sè quattro collaboratori tra cui non c'è Walter Samuel. La sua presenza sembra però certa e forse sarà annunciata in un secondo momento. Il tempo delle emozioni e dei colpi di scena, del casting e dei talent è finito, finalmente è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche.
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