«I tifosi restino tranquilli, gioiremo alla fine»
Federico Melchiorri ha già rialzato la testa: «Partite come quella con i granata non le vedrete più»
CAGLIARI. «Stiamo lavorando duro per superare alcuni errori. A Verona contro il Chievo, andiamo a prendere punti». Federico Melchiorri a otto giorni dall'anticipo di sabato con la squadra di Maran, conia lo slogan che dice tutto. Il centravanti è passato alla ribalta per aver dribblato il destino. Dal cavernoma cerebrale, con il rischio di mettere in soffitta il calcio professionistico, passando per le ripartenze dall'Eccellenza e il tour nelle serie minori. Fino al debutto in serie A: «Ho esordito con la Sampdoria. E ho anche segnato: non dimenticherò mai quella partita e la notte al Sant'Elia».
I tifosi della Maceratese l'hanno chiamato Pistacoppo. Lui, 29 anni, un mix di umiltà e ponderazione, a metà strada per la laurea in economia, guarda lontano. E annota: «Avevo detto che sarei tornato in serie A con il Cagliari. E ci sono riuscito. Adesso, siamo all'opera per salvarci. E lo faremo. Con qualche soddisfazione supplementare». Melchiorri è l'uomo dalle mille risorse. Massimo Rastelli confida in lui. Con tre gol, più il rigore procurato all'Olimpico con la Lazio, è nella lista dei protagonisti. ma guai a dirglielo.
Casa nell'hinterland Cagliaritano, una fidanzata che adora ("Camilla, mi aiuta in tutto, la persona ideale per vivere bene"), il cane Maya per lunghe passeggiate al Poetto. Più la squadra: «Siamo un bel gruppo, anche i nuovi sono ragazzi eccellenti che si sono integrati al meglio. Questa è la nostra forza: assieme supereremo anche questo passaggio molto difficile».
Partiamo da qui: 29 gol, peggior difesa della A, con goleade in trasferta. Perché?
«Intanto, siamo a +9 dal terzultimo posto, con 16 punti in dodici partite siamo in linea con gli obiettivi e ci sono nove squadre alle nostre spalle. Il Cagliari non va così male come qualcuno dice».
Vero. Ma i tifosi, e il presidente, storcono il naso.
«Con Fiorentina, Lazio e Torino abbiamo incontrato tre big a cui è riuscito tutto. Abbiamo commesso qualche errore e siamo già al lavoro per rimediare. Il mister Rastelli sa come resettare e ricucire».
Col Toro da esterno su Barreca. Soddisfatto?
«Sì. Abbiamo giocato con il 4-3-3 e io mi trovo bene negli spazi lunghi. Però loro hanno fatto la partita perfetta e noi ci siamo dovuti difendere. E alcuni episodi individuali hanno segnato la gara. Ci riprenderemo in fretta».
Eppure, specie in trasferta sembrate fragili?
«Abbiamo incontrato grandi squadre, a partire dalla Juventus. Possiamo rammaricarci solo per l'avvio con il Bologna, dove abbiamo chiuso in dieci. A Marassi con il Genoa a 8' dalla fine vincevamo 1-0 e Giannetti ha preso il palo».
Melchiorri, si trova meglio con Borriello o con Sau?
«Fortissimi entrambi. Borriello tiene alta la squadra, nasconde la palla e mi permette di ronzargli attorno e svariare senza dare riferimenti. Con Sau devi solo stare attento perché dal nulla ha la giocata magica che ti mette di fronte al portiere. Adesso, non conta con chi si gioca ma provare a vincere ovunque e noi possiamo farlo».
Ad esempio, col Chievo?
«Ho visto la loro partita con la Juventus: ostici, intensi, agonismo su tutti i palloni. Sarà una battaglia. Ma siamo pronti: e saremo attenti fin dal primo pallone: anche a Torino avevamo preparato bene la partita ma ci siamo lasciati fregare subito. Non capiterà più».
Gli infortuni vi perseguitano. Qual è l'sms da inviare ai vostri tifosi?
«Supereremo anche questi ostacoli, non dobbiamo avere ne cercare alibi. A Verona andiamo a prendere punti per la salvezza. La tifoseria deve stare serena e tranquilla, gioiremo assieme a lungo».
Mario Frongia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
