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Errori di troppo tra i pali, ma Storari vuole riprendersi il Cagliari

di Roberto Muretto
Errori di troppo tra i pali, ma Storari vuole riprendersi il Cagliari

Il portiere ha avuto un rendimento altalenante ma (per ora) non corre il rischio di perdere la maglia da titolare

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CAGLIARI. L’unica volta che la porta del Cagliari è rimasta inviolata (3-0 al Sant’Elia contro l’Atalanta) a difenderla c’era Rafael. Ma solo perchè Storari era squalificato. L’altra gara che “Marcone” (come lo chiamano i compagni) ha saltato (perchè infortunato) è quella col Crotone, vinta dai rossoblù per 2-1. In dieci partite, Storari ha dovuto raccogliere per ben 28 volte il pallone dal sacco. Non gli era mai successo nella sua lunga carriera di essere “bucato” così tanto.

Il precedente. Nella prima esperienza in Sardegna (2008), Storari è arrivato alla fine del girone di andata in una situazione disperata. I sardi avevano messo insieme solo dieci punti e sembravano destinati a una retrocessione sicura. Il portiere è stato protagonista di un ritorno strepitoso (subendo ventuno reti in venti gare), contribuendo in modo determinante a una cavalcata che ha consentito ai rossoblù di conquistare in anticipo la permanenza in serie A. Un’esperienza breve ma importante per un giocatore che ha indossato non solo la maglia della Juventus ma anche quella del Milan, a conferma delle sue qualità mai messe in discussione.

Errori. Ne ha commessi almeno tre o quattro e non ha avuto nessun problema ad ammettere le sue responsabilità. Lo ha fatto pubblicamente senza chiudersi nel silenzio, mettendoci la faccia. Non va dimenticato che in alcune gare Storari ha fatto delle parate incredibili, confermando di non aver perso reattività e agilità nonostante sia vicinissimo ai quarant’anni che compirà il 7 gennaio. Troppi giudizi severi su di lui e forse anche troppo affrettati. Il portiere del Cagliari è ancora fisicamente integro e se in questo momento è quello più battuto della serie A le responsabilità sono da condividere con tutta la squadra. Se la difesa fa acqua è perchè in fase di non possesso gli altri reparti non lavorano come dovrebbero e soprattutto come chiede l’allenatore. Un esempio? Troppo spesso gli attaccanti non pressano i “cervelli” della squadra avversaria, ai quali viene lasciata troppa libertà. E da qui nascono i pericoli. Così come il centrocampo non fa filtro e diventa vulnerabile centralmente.

Il futuro. Il contratto di Marco Storari scade a giugno. Ancora non ha deciso che cosa farà. Continuerà a giocare, o dirà basta? Il tempo per pensarci c’è, anche se forse nella sua testa ha già le idee chiare. Il portiere è un punto di riferimento nello spogliatoio, ha un rapporto positivo con tutti i compagni, è il primo a suonare la carica quando le cose non filano per il verso giusto. È stimato dall’allenatore e soprattutto dal presidente che spesso si confronta con lui e con i giocatori più esperti della rosa. Se a quasi quarant’anni continui a essere titolare in serie A, vuol dire che sei integro, stai bene , nonostante la concorrenza di Rafael che quando è stato chiamato in causa ha dimostrato di essere affidabile.

Verso Verona. È vero che a Torino Storari ha responsabilità nei primi due gol granata, ma è impensabile che Rastelli decida di concedergli un turno di riposo. Sarebbe, oltre che una bocciatura, un colpo basso difficile da metabolizzare. E sarebbe il secondo, dopo che gli è stata tolta la fascia di capitano su pressione degli “Sconvolts”. Un errore che l’allenatore rossoblù non commetterà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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