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Löw punta sui giovani e glissa su San Marino

Löw punta sui giovani e glissa su San Marino

MILANO. Per la Germania la gara di stasera contro l’Italia vale più di una semplice amichevole. Dal ritiro tedesco, vissuto tra il Melià e l’allenamento tenuto sul terreno di San Siro, si respira la...

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MILANO. Per la Germania la gara di stasera contro l’Italia vale più di una semplice amichevole. Dal ritiro tedesco, vissuto tra il Melià e l’allenamento tenuto sul terreno di San Siro, si respira la necessità di fare bene di fronte a quella che dai giocatori della Mannschaft, e in particolare Hummels, non viene più considerata «una bestia nera». Troppo il fascino che si scorge, troppa la rivalità voltandosi indietro. Emozioni che il commissario tecnico Joaquim Löw dovrà contrastare con la ragione: negli occhi c’è ancora il viaggio a Roma con l’udienza privata di Papa Francesco («Le parole del Pontefice sono state illuminanti e fonte di ispirazione»), ma il campo impone di schierare una formazione giovane ma allo stesso tempo all’altezza, considerando le pressioni che vengono fatte in patria in vista della gara di domenica in Bundesliga tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. La statistica infatti vede spesso vincente la squadra che vede meno giocatori impegnati con la Nazionale tedesca. «Preservare la salute dei giocatori - ammette Löw - e tenere presente i carichi di lavoro sono tra le mie missioni, come lo è valutare il calendario della Bundesliga».

Löw tiene a bada le polemiche ricevute da San Marino («Li abbiamo rispettati segnando loro 8 reti») e «non vede grandi differenze» tra la Nazionale di Ventura e quella affrontata a luglio a Bordeaux: «Utilizzano la stesso modulo, studiano con attenzione l’avversario, mi aspetto una squadra caratterizzata tatticamente, molto attenta in difesa ed in grado di fare male in attacco». Ma il commissario tecnico tedesco, dal palco della conferenza stampa, tiene anche una lezione su come costruire un progetto giovane e vincente, dall’alto del trionfo al Mondiale del 2014: «Il nostro segreto è seguire i ragazzi anche quando non sono in Nazionale ma giocano con i club per aiutarli a migliorare costantemente. Noi abbiamo la fortuna di avere tanti giocatori di esperienza che fanno loro da chioccia sia per quanto riguarda l’aspetto tattico che quello comportamentale». Oggi questi stessi giovani dovranno dargli le risposte che si aspetta.

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