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«Sport? È solo teppismo»

«Sport? È solo teppismo»

La domenica nera del presidente della Torres: «Vittima di un’estorsione»

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SASSARI. «Volete sapere che idea mi sono fatto? Che siamo di fronte a minacce estorsive con lo scopo di farmi cedere la società. Minacce messe in atto da una ventina di teppisti comuni che stanno - loro sì - screditando l’intera città». Daniele Piraino, contestatissimo presidente della Torres, non usa giri di parole per commentare l’ennesima giornata orribile vissuta dalla squadra rossoblù. Una domenica cominciata con la tentata aggressione davanti all’albergo della squadra, proseguita con la sconfitta in casa contro il Foligno e conclusa con una “bomba carta” fatta esplodere davanti alla vetrina della sala slot gestita da Piraino e dall’ex giocatore rossoblù Antonio Podda.

Presidente la prima domanda è scontata: chi glielo fa fare?

«Non le nascondo che comincio a chiedermelo anch’io».

E la risposta?

«Mi viene da riflettere e mi domando a chi interessa la Torres? Non credo che certi episodi siano casuali e del tutto spontanei».

Mi scusi ma non può pensare che l’intero stadio si svuoti per la regia di qualcuno. Non la sfiora il dubbio di aver commesso qualche errore?

«Guardi che io non ho nulla contro chi contesta. Non mi aspettavo che la squadra fosse ultima a questo punto del campionato e capisco la delusione dei tifosi. Capisco anche i fischi e le contestazioni. Ma qui stimo parlando d’altro».

Ci racconta che cosa è successo domenica?

«Stavamo uscendo dal Grazia Deledda, dove eravamo in ritiro, per raggiungere lo stadio. Il pullman è arrivato in ritardo e la squadra è rimasta ad aspettarlo in viale Dante, davanti all’hotel. All’improvviso sono arrivate una decina di persone che hanno cominciato ad insultarci. Allora ho chiesto ai ragazzi di rientrare in albergo e in quel momento ci hanno lanciato contro due bottiglie di vetro. Dalla reception hanno chiamato il 113 e per qualche minuto la tensione è rimasta altissima. All’arrivo della polizia i contestatori erano già scappati».

Non è la prima volta che chiamate la polizia. C’era già stato l’episodio dei pali segati e, due settimane fa, l’ingresso di un gruppo dei tifosi nello spiazzo davanti agli spogliatoi. E’ chiaro che la violenza non può mai essere giustificata ma anche voi state usando l’alcol per spegnere l’incendio.

«Io capisco la delusione dei tifosi. Giustifico lo sciopero e sono disposto ad accettare i fischi e perfino gli insulti. Però qua stiamo parlando di altre cose. Questo non è più sport ma teppismo. Ci sono 10 o al massimo 20 persone che stanno approfittando del malcontento per agire indisturbati sentendosi in qualche modo tollerati dal resto della tifoseria. Io invece mi aspetto che la città, fatta di gente perbene, isoli questi delinquenti una volta per tutte».

Presidente anche i risultati non vi aiutano.

«A Ostia abbiamo retto per quasi tutto il primo tempo poi siamo rimasti in nove e siamo crollati. Domenica siamo scesi in campo con quattro squalificati e abbiamo subito altre due espulsioni. E’ difficile fare risultato con la squadra ridotta così».

E’ anche difficile dare la colpa ai tifosi.

«Io l’altro ieri ho visto i ragazzi tesissimi. E il nervosismo che si è visto in campo - e che ci è costato due espulsioni - ha origine proprio dall’aggressione della mattina».

Resta il fatto che la squadra è debole e che il traguardo della salvezza si allontana.

«Sì, la squadra ha bisogno di rinforzi ma purtroppo non possiamo muoverci fino alla finestra di mercato di dicembre. Ieri è arrivato un attaccante dalla Svizzera, e altri 3 o 4 giocatori arriveranno prima di Natale. La salvezza resta il nostro traguardo prioritario».

Bacci resta l’allenatore della Torres?

«Quando si è ultimi in classifica si è tutti in discussione, compreso l’allenatore. Però non credo che ci saranno novità... a meno che non sia Bacci a chiedere di andare via».

Vi siete sentiti?

«Ieri no. So che è a Sassari e credo che ci sentiremo nelle prossime ore».

E’ vero che ci sarà un nuovo socio nella Torres?

«Stiamo preparando il bilancio, poi ci saranno degli aggiustamenti nell’azionariato. Io sono pronto a cedere parte delle mie quote ad Andrea Baeli. Credo che si possa chiudere l’operazione in tempi brevi. Ma vi faremo sapere».

Antonio Ledà

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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