Anche il Taxi ai box: per il centrocampista quindici giorni di stop
I medici confermano un “trauma distorsivo” alla caviglia e Rastelli perde un’altra pedina in vista del match col Chievo
CAGLIARI. Il "Taxi" rossoblù si ferma almeno per quindici giorni. Poi, i clinici diranno se la caviglia distorta dà segni di miglioramento. Panagiotis Tachtsidis ha pagato caro l'amichevole tra la sua Grecia e la Bielorussia. La mezzala ha effettuato ieri nel reparto di radiologia dell'ospedale Marino gli esami clinici. Gli specialisti guidati da Luigi Pilleri confermano "il trauma distorsivo della caviglia destra con interessamento del comparto esterno". Il numero 77 sta a riposo con una leggera mobilizzazione fino a mercoledì 30. A seguire, verifiche radiografiche, fisioterapia e riabilitazione. In breve, un'altra tegola da un quintale sul Cagliari di Massimo Rastelli.
Il tecnico dribbla: «Siamo abituati agli inconvenienti. Non cerchiamo scuse, abbiamo lavorato sodo, sappiamo cosa fare e dove migliorare. Siamo determinati, giocheremo con la testa e il cuore per tenere alti i colori rossoblù». Sciamano cercasi. A quattro giorni dalla trasferta di Verona, sponda Chievo, la resa di Tachtsidis è pesante. E chiunque intravede nella black list di infortuni, contemporanei e spesso nello stesso reparto, un pozzo senza fine. Acciacchi (anche seri: Ionita, Joao Pedro e Murru, più Capuano), squalifiche (Dessena, due turni), in uscita da infortuni o problemi muscolari (Pisacane e Padoin, in ripresa), condizioni precarie per viaggi intercontinentali e comunque, assenti da Asseminello per le nazionali: Isla (ieri notte in campo a Santiago del Cile, a disposizione del tecnico da venerdì per la rifinitura), Alves (da ieri con i compagni) e Barella (ieri in campo con l'Under 20, oggi in rientro da Nyon). Se un gruppo costruito per la salvezza deve affrontare criticità di questo genere, non può che essere complicato seguire un percorso di crescita e continuità. Lo staff di Rastelli ha messo sotto tiro la squadra: ma in varie sedute - ieri incluso - di queste due settimane di sosta, nel Cagliari atteso dal Chievo hanno lavorato in dieci. Una constatazione che non deve diventare alibi o recriminazione. Ma oggettivamente, l'handicap - per un gruppo che deve smentire la fama di banda del buco con i 29 gol al passivo e patente di peggior difesa della A - è reale, eccome.
Scontro diretto. È presto - tredicesimo turno - ma il torneo ha bivi significativi: quello tra sardi e veneti è tra questi. Il match con la squadra di Maran sta assumendo le sembianze dello scontro diretto. Il Chievo con 15 punti è alle spalle del Cagliari (16) ed è reduce dall'1-2 in casa con la Juventus. In precedenza i gialloblù hanno perso 2-0 a Crotone, chiuso 1-1 con il Bologna (al Bentegodi) e 0-0 a Empoli. Ancora prima la sconfitta interna col Milan (3-1). Facile intuire la rabbia di Pellissier e soci.
Terzo posto in A. Cos'hanno in comune, oltre alla quasi certezza di giocare contro il Chievo, Melchiorri, Padoin, Di Gennaro, Borriello e Alves? Sono entrati nella classifica dei migliori team per i gol segnati da fuori area. In testa c'è il Milan con 7 reti, poi Bologna e Cagliari (5), Chievo, Fiorentina e Juve (4), Toro e Atalanta (3), Inter, Palermo, Roma e Udinese (2), Crotone, Genoa, Napoli, Samp e Sassuolo (1), Empoli, Lazio e Pescara (0).
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