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«Ai ragazzi ho detto: voglio i tre punti»

di Franco Cuccuru
«Ai ragazzi ho detto: voglio i tre punti»

Promozione. Il tecnico dell’Usinese Peppone Salaris non ha dubbi sull’anticipo col Porto Rotondo in programma oggi

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USINI. Nell’anticipo dell’ottava giornata di andata della Promozione B, l’Usinese oggi dovrà vedersela contro il Porto Rotondo (campo comunale “Peppino Sau”, ore 15,30, arbitra Fabrizio Demontis di Sassari) quarto in classifica o con un punto in più dei rossoblù. Per i ragazzi di mister Salaris è la seconda gara consecutiva in casa e l’occasione per sorpassare i galluresi.

Mister oggi arriva il Porto Rotondo per una gara che si annuncia non facile.

«Come ogni partita, anche questa è tutta da giocare, per noi non ci sono sfide facili o difficili. La mia squadra in questo momento ha bisogno di vittorie, siamo leggermente indietro rispetto ai programmi tracciati a inizio stagione, ci mancano punti che cercheremo di recuperare prima possibile Dopo la mezza stecca di domenica sorsa oggi più che mai vogliamo i tre punti».

A tal proposito il pari contro il Lauras non è stato facile da mandare giù, questa potrebbe essere la gara del riscatto?

«Sono quelle gare che possono capitare durante il campionato, sei padrone del campo, giochi bene, esprimi un ottimo calcio, però alla fine non raccogli quanto semini. Non ho niente da rimproverare ai ragazzi, gli errori sotto porta possono starci fa parte del gioco i gol li sbagliano in serie A, figuriamoci in questa categoria. Come squadra abbiamo bisogno di incanalare risultati con costanza, siamo in ritardo in classifica dobbiamo riscattare posizioni per stare a ridosso delle prime. Riscatto per noi quindi vuole dire vittoria, e oggi ce la metteremo tutta».

Come vi siete preparati e come affronterete la gara?

«Abbiamo svolto le solite sedute settimanali e con la rifinitura di ieri che mi ha permesso di verificare lo stato di forma dei ragazzi, spero di recuperare Gianni Piredda alle prese con un leggero infortunio. Non abbiamo difficoltà a misurarci con chiunque ci troviamo di fronte. Nei momenti di difficoltà bisogna stare uniti e pensare assieme perché da queste situazioni se ne viene fuori solo quando si è coesi. Il gruppo ha la consapevolezza di essere forte ma deve dimostrarlo in ogni gara non soltanto sulla carta».

La sua squadra ha le potenzialità per primeggiare, ma non manca un po’ di cattiveria agonistica?

«Se avessimo avuto problemi a creare gioco l’avrei capito, i ragazzi scendono in campo con tanta determinazione in corpo e fame di vittoria in ogni gara. L’unico appunto che posso muovere è che spesso siamo distratti».

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